Due giorni e una notte

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duegiorniRegia: Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Con: Marion Cotillard, Fabrizio Rongione, Pili Groyne, Simon Caudry, Catherine Salée, Alain Eloy, Olivier Gourmet, Christelle Cornil

Luc e Jean-Pierre Dardenne nel mondo cinematografico sono sinonimo di impegno sociale, di un cinema che racconta storie di solitudine, di emarginazione, di esclusione, di disagio. Parlano in sostanza di una società dimenticata  da una politica che fa orecchie da mercante,  che non ha  interesse a farsi carico di quella parte di collettività sofferente e bisognosa.

Il loro cinema è sempre essenziale, lontano dallo scintillio di certe pellicole che scarsi  di contenuti, puntano su effetti speciali,  privo di una ricerca stilistica fine a se stessa, ma  capace di penetrare con forza nei personaggi, di renderci partecipi delle loro angosce, di soffrire delle loro quotidiane afflizioni.

Due giorni e una notte è un film attualissimo che parla della perdita del lavoro, un tema già affrontato dai due registi in Rosetta del 1999, Palma d’oro a Cannes.

E’ la storia di Sandra, sposata e madre di due figli che, dopo un periodo di depressione, rientra al lavoro.   Ma trova una sorpresa. I suoi colleghi sono costretti dall’azienda a fare una scelta crudele che la vede direttamente coinvolta: soldi in cambio del suo licenziamento. Sandra avrà un fine settimana per far cambiare idea a chi ha votato a favore del suo licenziamento e salvare il suo posto di lavoro.

Un film  ricco di umanità in cui si respira la realtà dei nostri giorni pieni di insicurezze e di dubbi.

Daniela Zanuso

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