E’ Natale senza albero e presepe?

nataleL’albero e il presepe 

Teresa

Una volta il Natale non era come adesso, era più povero, frugale, ma vissuto più intensamente di oggi perché era sentito interiormente. Era un Natale calato nel mondo contadino. L’albero di Natale non era un pino ma una semplice broca de pin a cui si attaccava qualche caramella, dei mandarini, un torroncino, due spagnolette, due noci. Non si compravano. Se in casa durante l’anno capitava qualche caramella la si conservava per attaccarla all’albero di Natale. Tra me e mio fratello c’erano dieci anni di differenza, lui era il maggiore e mi sorpassava di molto in altezza e sfruttava questa sua qualità per rubacchiare le delizie dell’albero. Ed io lo imitavo: in punta di piedi, mi allungavo, tendevo più che potevo la mia mano per sfiorare o afferrare l’oggetto del mio desiderio. Così andava sempre a finire che gli addobbi non duravano fino a Natale!

natale3 Rita

Oh! L’albero! Mio papà andava nel giardino del conte a rubar ‘na broca per fare l’albero in casa nostra. Conte e famiglia d’inverno non si vedevano mai – venivano solo d’estate, in villeggiatura –  e il loro immenso giardino andava in rovina, diventava una selva selvaggia, un intrico di erbacce ed ortiche. Era il posto ideale per trovare dei rami di pino o la tepa per fare il muschio del presepe. Il presepe lo facevamo sempre sotto la finestra, sulla cassa dove mia mamma metteva la roba da stirare per non lasciarla in giro. Il Natale, forse, rendeva un po’ più disordinata la nostra casa, ma portava euforia e trasformava i luoghi di sempre, gli oggetti più ottusi in qualcosa di magico.

 Elisa

natale2Il presepe si faceva molto grande. Di solito lo si posizionava negli angoli di una stanza in modo che fosse tridimensionale. Si usavano delle statue grandi, di gesso. Se ne comprava una in più ogni anno così il presepe andava accrescendosi di dettagli e particolari anno dopo anno. Si faceva un laghetto con uno specchio, si usava il muschio fresco raccolto nei boschi e si trovavano altre mille diavolerie per renderlo il più realistico possibile. A casa mia lo faceva lo zio Carlo che aveva un grande estro.

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