Edvard Munch: il respiro europeo di un grande artista nordico

Tempo di nevedi Francesca Guffanti

Ricorrono settanta anni dalla morte di Edvard Munch, straordinario artista norvegese: uno di quelli che almeno una volta nella vita bisogna vedere.

Pittore ed incisore, il suo percorso si articola a partire dal Naturalismo, per arrivare ad essere uno dei maggiori interpreti dell’Art Nouveau e dell’Espressionismo; Munch viaggiò in Europa inseguendo visioni innovative, ed arrricchendole con la propria sensibilità nordica.

Le sue opere sono segnate da una forte malinconia e da un senso tragico dell’esistenza; ma come tutti i grandi artisti Munch riesce, attraverso il suo linguaggio pittorico, a riscattare questi temi: mediante l’uso della linea, tipico dell’Art Nouveau, e del colore, via via sempre più espressionista, le sue opere riescono a trasfigurare questi temi in pura bellezza, aiutandoci a superare inquietudini ed angosce.

Linee sinuose, allusive, avvolgono spazi e figure, spesso lasciando respirare il quadro attraverso zone vuote. I colori accesi ed anti-naturalistici ci portano in una dimensione interiore intensissima; paesaggi urbani, interni, paesaggi innevati, ma anche malattia, morte, amore: queste le sue tematiche.

L’amore che provava per le sue opere era tale da volerle mettere alla prova: è leggenda la “cura da cavalli” che Munch imponeva loro; lasciate all’aperto, anche sotto la neve, le opere che sopravvivevano si “conquistavano” il diritto a vivere. Anche per questo le sue opere possono essere definite immortali.

 

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