“Emergenza smog”, le proposte di FIAB e Monza in Bici

di Francesca Radaelli

“Caro Sindaco Decaro, scrivo a te perché, in qualità di presidente ANCI, sei un po’ il sindaco di tutti. Ti scrivo perché il tema della cosiddetta “emergenza smog” è ormai diventato persino stucchevole  e i titoli roboanti dei giornali non fanno più notizia: è l’effetto assuefazione che abbiamo di fronte ad ogni notizia ripetuta come un mantra”. Inizia così la lettera che Giulietta Pagliaccio, presidente di FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ha inviato al presidente dell’Anci Antonio Decaro, esortando tutti i sindaci del nostro paese a prendere quattro provvedimenti  “da attuare  subito, e non fra qualche mese”, per iniziare a contrastare l’inquinamento nelle nostre città.

Una lettera che nei giorni scorsi l’associazione Monza in Bici ha voluto sottoporre anche al sindaco di Monza, Dario Allevi, chiedendogli di “valutare con attenzione e senza pregiudizi le proposte che la missiva contiene, di affrontare l’emergenza predisponendo tutte le misure di cui dispone per mitigare l’impatto negativo dell’inquinamento sui cittadini della cui salute è responsabile, e di attivarsi facendosi promotore di una forte presa di posizione di tutte le città del nord Italia nei confronti delle Amministrazioni Regionali e del Governo centrale perché vengano adottate quelle misure strutturali richieste dall’Europa e che potrebbero influire in modo sostanziale sul grave problema che ci coinvolge quotidianamente”.

Le misure proposte da FIAB a tutti i sindaci italiani iniziano con il divieto di transito/parcheggio delle auto nell’area davanti alle scuole, che spesso diventano delle piccole camere a gas per i nostri bambini e ragazzi. E poi ritorno alle domeniche ecologiche, per imparare, poco alla volta, ad organizzare i propri spostamenti senza l’auto, e la promozione anche attraverso incentivi economici, l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici. Infine la necessità di un appello forte da parte di ANCI perché venga approvata dal Governo la Legge Quadro sulla Ciclabilità che darebbe ai sindaci gli strumenti necessari per meglio lavorare sulla promozione della mobilità ciclistica che è uno degli elementi forti di una vera politica per la mobilità sostenibile nelle nostre città.

La lettera di Monza in Bici al sindaco Dario Allevi

Qualche settimana fa, a seguito dell’incontro con il sindaco Allevi, Fiab Monza in Bici aveva inviato una lettera al primo cittadino sottoponendogli dieci proposte concrete sulla mobilità ciclistica a Monza. Nel dettaglio, l’associazione chiede una moderazione del traffico, con velocità massime consentite a 30km/h in tutti i quartieri di Monza, un percorso ciclabile, “che in alcuni tratti potrà essere semplicemente una corsia ciclabile”, che consenta di raggiungere in bicicletta la metropolitana 1 a Bettola e a Sesto San Giovanni, ma anche altre ciclabili che permettano di accedere ai luoghi di maggiore aggregazione della città, come l’ospedale San Gerardo, il Policlinico di via Amati, la stazione ferroviaria sia dalla parte est che ovest di Monza, lo stadio di via Stucchi, i plessi scolastici superiori. Questi percorsi, scrive Monza in Bici, dovrebbero essere connessi tra loro per superare il cosiddetto ‘effetto spezzatino’.

E poi rastrelliere a “cavalletto, per parcheggiare le biciclette in sicurezza, la promozione dell’uso della “macchina punzonatrice” che attraverso l’incisione del codice fiscale sul telaio permette di riconoscere la proprietà della bicicletta, l’istituzione di un servizio “bike sharing”, l’incentivazione dell’ l’intermodalità per raggiungere mete un po’ più lontane abbinando diversi mezzi di locomozione (bici+treno, bici+bus, bici+metro, bici+ tram ecc.) anche attraverso una velostazione.

Quindi, un intervento presso le scuole che preveda la chiusura, durante gli orari di ingresso e uscita, del passaggio e sosta di veicoli motorizzati. Infine, la regolamentazione della possibilità di parcheggio delle biciclette nei cortili condominiali.

Utilizzare la bicicletta, sostiene FIAB Monza in Bici è “ormai diventata una necessità imprescindibile se vogliamo dare un futuro alle nostre città, sempre più soffocate da rumori e gas di scarico e con tutti gli spazi disponibili occupati da auto e furgoni”. L’appello al sindaco di Monza è chiaro: “Occorre prendere decisioni coraggiose, a volte impopolari e volte no, nella consapevolezza che queste vanno nella direzione giusta”.

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