En plein air: camminata da Erve a Capanna Monza

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da Ilainmovimento – logo di Filippo Carletti
La terza proposta “En plein air” ci porta da Erve sul sentiero delle pozze fino a Capanna Monza. Si tratta di una camminata  di  un paio d’ore in andata e con un dislivello di 600 metri.
 
Erve è un paesino sopra Calolziocorte in provincia di Lecco, raggiungibile in circa 40 minuti da Monza.
 
Da questo grazioso, piccolo paese parte un sentiero lungo il torrente Gallavesa che forma bellissime pozze in cui, nei mesi estivi,  bambini, ragazzi ed anche adulti si rinfrescano.
 
Arrivati ad Erve lasciate la macchina in uno dei tanti parcheggi e seguite il corso d’acqua che lo attraversa e  che vi porterà all’inizio del percorso.
 
Il primo tratto, che inizia con un pittoresco piccolo ponte in pietra, anche se in salita, non presenta difficoltà perchè in parte asfaltato.  Subito alla vostra destra ecco le prime belle pozze.
 
In breve si arriva in località Gnett, un pianoro dove si trova anche un ristoro, bei prati per fare picnic e pozze poco profonde adatte ai più piccoli. Qui il primo segnavia indica il sentiero 11 verso Capanna Monza.
 
Superato il ponticello si prosegue ed il sentiero cambia, si fa più stretto, montano e si ricomincia a salire facilmente: sulla sinistra pascoli con caprette che talvolta marciano al vostro fianco. Proseguiamo nel bosco fino ad incontrare un bivio.
 
Per raggiungere Capanna Monza, o meglio il rifugio capanna alpinisti monzesi, sul versante bergamasco del Resegone, ci sono due vie: una, più impervia e veloce, il sentiero Prà di Ratt, decisamente impegnativo e il sentiero sorgente San Carlo, più lungo ma più agevole.
 
Noi abbiamo seguito quest’ultimo. Il torrente resta sulla destra, compare e scompare. Per raggiungere alcune pozze come quella che crea uno scivolo naturale, bisogna scendere nel bosco; altre appaiono subito dopo una curva.
 
Il sentiero alterna salite a tratti più pianeggianti e ci porta al ponte del Bruco, costruito dagli alpini, che ci conduce alla sorgente San Carlo, angolino molto suggestivo con la statua del santo, tavolini e panche. Continuando nel bosco il sentiero torna a salire e talvolta bisogna aiutarsi con le mani per superare dei massi o degli alti scalini, ma nulla di difficile.
 
Riattraversato il torrente si trova un altro bivio, si prosegue sul sentiero a sinistra segnalato sulle rocce con il segnavia colorato e il numero 11. Il sentiero prosegue ripido e nel bosco fino ad una nuova biforcazione dove un cartello in legno ci indica di proseguire a sinistra per  Capanna Monza. A destra torneremmo ad Erve.
 
Ora il cammino si fa più facile e pianeggiante, troviamo altri cartelli che indicano altre vie, Passo del Fo, Anello del Resegone e ovviamente la nostra meta.
 
Si continua in piano fino ad incrociare il sentiero che sale da Prà di Ratt, un ultimo sforzo  nel bosco e in salita, circa 15 minuti e finalmente ecco il rifugio.
 
Da qui possiamo vedere la particolare seghettatura delle cime del Resegone in tutta la sua maestosità e da una prospettiva diversa. Potete scegliere di fare un picnic o  in alternativa infilarvi nel rifugio per rifocillarvi. 
 
Una volta riposati, prima di ridiscendere, vi consiglio di camminare un’altra mezzoretta per arrivare a Passo del Fo, dove si passa dal versante bergamasco a quello lecchese,  per godere del panorama eccezionale sul lago.
 
Per tornare è preferibile rifare la strada dell’andata e non avventurarsi per il sentiero più veloce Prà dei Ratt, perché è veramente molto ripido.