En plein air: la ciclabile della Martesana

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da Ilainmovimento – logo di Filippo Carletti

L’en plein air che questa settimana proponiamo ai nostri lettori, è una ciclabile facile che parte da Milano e arriva a Cassano d’Adda. 

Se l’intero percorso di 70 km.  tra andata e ritorno, risultasse un po’ troppo lungo ci si può inserire da vari punti: a Milano viale Monza all’altezza di Gorla, viale Padova, viale Palmanova  o dai vari paesi lungo la ciclabile.

Da una Milano che non ti aspetti fino all’Adda, dove questo Naviglio che collegava la città con il lago di Como nasce; è interamente in piano e circondata da architetture sorprendenti e dalla ricca vegetazione della pianura lombarda.

Tenete inoltre presente che la metropolitana M2 corre quasi parallela fino a Gessate.

La pista comincia in Melchiorre Gioia, dove la Martesana scompare interrata a Cassina de Pomm, una cascina a corte chiusa del XV legata a Francesco Sforza che volle un frutteto alle porte di Milano.

Divenne albergo nel XIII, stazione di cambio di cavalli,  ristorante ed oggi birreria.

Ultima curiosità prima di iniziare a pedalare: vicino alla cascina c’è un piccolo ponte di ferro, chiamato pont del pan fiss (ponte del pane sicuro) in quanto conduceva alla Branca, una fabbrica di candele che dava un lavoro sicuro.
 
Oggi la fabbrica non c’è più,  al suo posto il giardino della cascina.
 
Come detto, la ciclabile lambisce molti centri abitati: Cologno Monzese, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina de Pecchi, Gorgonzola, Gessate, Inzago per giungere a Cassano d’Adda.
 
Tutto il percorso è comunque sempre ben indicato da cartelli che  segnalano anche i punti di interesse vicini alla zona che si attraversa.
 
Iniziamo a pedalare e facciamoci stupire ancora una volta dalle ville e dai giardini di viale Padova che si affacciano sul Naviglio. 

Proseguiamo nel verde di parco Adriano, poco dopo un ponte per superare il Lambro ed un sottopasso che scavalca la tangenziale est, quindi i campi e le cascine. Eccoci a Cernusco con le sue ville nobiliari del XII e XIII ed il verde sempre più rigoglioso, che ci accompagna fino a Gorgonzola.
 
Qui la ciclovia si stringe per un breve tratto tra i vecchi vicoli del paese e ci permette di ammirare il vecchio ponte   in legno. Poi via di nuovo fino ad Inzago dove ci accoglie l’insolita costruzione di villa Aiatelli con la sua torre che ricorda un faro.
 

Non possiamo sbagliarci quando arriviamo a Cassano d’Adda perché vediamo la grande ruota mossa dall’acqua che si dice ideata da Leonardo da Vinci.
 
Non si tratta di un mulino ma di una noira, cioè una ruota idraulica che sfruttando la corrente solleva l’acqua,  per gettarla in una vasca di raccolta o in  una  roggia e quindi irrigare i campi.
 
A questo punto si può decidere di fermarsi, entrare in Cassano, raggiungere le rive dell’Adda e visitare il suo castello e la Villa Borromeo.
 
In alternativa si può proseguire, entrare nella riserva naturale Adda Morta incontrare il grande fiume a Fara d’Adda e da qui risalirlo fino a Trezzo dove  si incontra la ciclabile che conduce a Lecco.

Un ultimo consiglio: nella bella stagione, soprattutto la domenica pomeriggio, la ciclovia della Martesana è molto affollata, per cui meglio partire presto e tornare prima delle 15.  Oppure armarsi di grande pazienza.