En plein air: nel Parco naturale della Maremma

  •  
  •  
  •  

di Giovanna Monguzzi –  logo di Filippo Carletti

Oggi con la rubrica “En plein air”, proponiamo un percorso ciclopedonale nel Parco Naturale della Maremma, un itinerario di lunghezza variabile su strada sterrata adatto a tutti.

Un percorso emozionale in una  terra di contadini, pastori, butteri che conserva ancora, in buona parte inalterato, il suo fascino antico, attraverso fitte boscaglie e macchia mediterranea che ricoprono i rilievi costieri e si alternano alle pinete, ai vecchi canali di bonifica alle paludi presso la foce dell’Ombrone, dando vita a diversi ecosistemi.

Il nostro itinerario parte da Alberese per arrivare al mare, attraversando l’area pianeggiante che circonda i monti dell’Uccellina dove gli ampi spazi aperti ospitano grandi mandrie di animali allevati allo stato brado, o vengono coltivati a foraggio o trasformati in immense coltivazioni di girasoli che riempiono la vista di un intenso colore giallo.

La razza maremmana è una razza autoctona dalle grandi corna a lira e dal manto con sfumature grigie, è molto frugale ma anche molto robusta, e sopravvive in situazioni difficili.

Ci si immerge poi nella Pineta Granducale, risultato di un’intensa opera di forestazione operata dall’uomo nel corso dei secoli. Qui hanno trovato il loro habitat naturale tre specie di ungulati selvatici: il cinghiale, il capriolo e il daino. Tra i mammiferi comuni si trova la volpe, il tasso, la faina, l’istrice e la lepre europea oltre a diverse specie di micro mammiferi.

Dalla Pineta Granducale si raggiungono le paludi e i laghetti che circondano la foce del fiume Ombrone, dove possiamo trovare diverse specie di fauna amante delle zone umide, e rappresentano un’importantissima area di svernamento per numerose specie di uccelli acquatici.

Il mare si mostra nel suo splendore con la sua spiaggia sabbiosa, caratterizzata da ampie dune, ricoperta da una miriade di tronchi bianchi, levigati dall’acqua e dagli agenti atmosferici che vengono utilizzati dai bagnanti per costruire piccoli gazebo per ripararsi dal sole.

Per chi volesse avventurarsi oltre, consigliamo un percorso di trekking alle torri di avvistamento, costruite in funzione anticorsara nel XV secolo e dislocate sui promontori che offrono una migliore visibilità sul mare. Alte dai 10 ai 15 mt. erano di modeste dimensioni perché non avevano compiti difensivi.

Un trekking di difficoltà media da compiere in 4 ore circa, tra profumi intensi di erbe aromatiche, bacche colorate e richiami di animali.

Si sale, attraverso una fitta boscaglia, alla prima torre di Castel Marino, dove si può contemplare un panorama mozzafiato sul mare e le isole dell’Arcipelago Toscano per poi arrivare alla Torre di Collelungo e alla sua omonima spiaggia.

Un contrasto di elementi che risveglia e libera il piacere di sentirsi in un paradiso ritrovato.