Enrico Beruschi con tutta la sua verve

Beruschi2Circa due anni fa, il primo contatto con Enrico Beruschi via mail su suggerimento di Alberto Guareschi, figlio del grande scrittore emiliano: “Vedrai che persona simpatica e disponibile potrai conoscere”, mi disse. Per due anni, nessuna risposta. Quando avevo esaurito ogni speranza, arriva una chiamata: “Sono Beruschi, mi scuso ma solo oggi leggo la sua mail…sa com’è…non sono molto pratico di computer…”.

Ed eccolo arrivare presso il nostro Centro. Simpatico, brillante, affabile e  quasi disinvolto, pur non conoscendo la nostra realtà. Battute per tutti, spontaneità a piene mani ma anche molto interesse per ciò che lo circonda.

Beruschi4L’attore milanese, che ora si occupa di teatro,  più precisamente di opere liriche nelle quali interpreta il personaggio che “spiega” l’opera, si presenta in jeans, scarpe da tennis, cravatta sgargiante con lupo Alberto, la faccia sorridente, non sembra molto cambiato rispetto a quando lo vedevamo in tv (Drive In, la Sberla, Non Stop,….)  E’ rimasta intatta la sua verve, la sua voglia di scherzare, di ridere ma soprattutto di far ridere.

Un bel pomeriggio sia dentro che fuori. Sì, perché se fuori c’era il sole dentro c’era un grande personaggio che ci ha fatto divertire. Battute che arrivano quando meno te le aspetti, come prendere di mira bonariamente le belle e giovani ragazze presenti. Durante l’intervista gli suona il cellulare, lo prende, lo guarda e lo passa a Paolo dicendogli di rispondere al suo posto e Paolo si presta per ben due volte.

BeruschiCi racconta, dopo le due telefonate, che lui durante i suoi spettacoli se squilla il suo telefono fa rispondere ad uno degli spettatori e viceversa se suona a qualche spettatore risponde lui. Anche qui squilla un telefonino e viene automatico far rispondere lui:  ne nasce un vero siparietto comico con tante domande e tante risate.

E poi durante le foto di rito trova sempre il modo di scherzare con ognuno di noi e, anche con me, dopo aver scoperto che scrivo con il movimento oculare, inizia una esilarante conversazione con gli occhi, complici anche le buffe facce, e sapete che c’è di strano… io lo capivo, che bravo ha imparato subito.

Finita l’intervista è rimasto ancora un po’ a chiacchierare. Che bella persona, disponibile e  simpatica, speriamo di vederlo presto per continuare a conoscerlo e a farci conoscere.

Ecco cosa ci ha raccontato di lui.

Da Drive In a Guareschi il passo è stato breve o no?

Io sono del ’41, quindi quando ho imparato a leggere era il dopoguerra e a casa mia arrivavano il Candido e il  Corriere.  Io ho cominciato a leggere su questi giornali. Ora scrivo per il Candido anche perché Guareschi è entrato  nella mia vita agli inizi quando ho cominciato con il cabaret (non dimentichiamo che Guareschi era uno scrittore umorista che aveva scritto di satira nonostante ai tempi ci fosse il regime) .

Come nasce la tua carriera?Beruschi1

Io ho cambiato diverse cose nella vita . Lavoravo in Galbusera, quella dei biscotti, ero anche direttore Commerciale e ho meccanizzato l’azienda… e comunque siccome conoscevo Cochi e Renato ( andavo a scuola con loro)  ho cominciato così, in modo banale. Mi dicevano che facevo ridere, poi mi hanno fatto fare un provino e  mi hanno preso. Così ho dato le dimissioni e ho cominciato a fare il comico.

Si sente ancora con Cochi e Renato?

No, non ci sentiamo più, ero solo un compagno di scuola.

Cosa stai facendo in questo momento?

Ora in teoria sarei in pensione, ma avendo una moglie devo lavorare…. Perché io ho avuto una morosa, l’ho anche  sposata, che dire… non mi sono divertito molto.

Come è tua moglie? Come  il personaggio di Margherita?

Sì, Margherita era una rompiballe,  mia moglie, a volte, è anche peggio.

Il personaggio più bello?

Forse quelli di Drive In… e comunque mi sono divertito anche a girare cose più serie. Vi ricordate la serie tv di Elisa di Rivombrosa? Dovevo girare con Preziosi ed eravamo al chiuso seduti di fronte  e Preziosi era il protagonista e durante la scena io prendo un “topicco”, dovevo dire allora e  dico  allooooora alla mia maniera e lui comincia a ridere senza sosta e io dovevo stare serio, la parte era serissima…

Ha anche partecipato a Sanremo nel 79 …con la canzone “Sarà un fiore”…

Sì e sono arrivato terzo in verità, ma siccome un “non cantante” non poteva salire sul podio, alla fine mi hanno fatto risultare quinto. Sono stato il primo non cantante che è andato in finale e sono stato in classifica per diverse settimane.

Lei ha partecipato anche al film “Un borghese piccolo, piccolo” con Sordi…

Era una delle mie prime apparizioni, a quei tempi lavoravo al Derby di Milano. Quando ho dovuto girare con Sordi ero imbarazzatissimo, perché ero con lui e altri grandi attori che facevano i comprimari. Lui aveva una capacità incredibile di entrare nella parte, quando entrava in scena  c’era la trasformazione. E lì ho capito cos’è un grande attore. Ci siamo rivisti ad una trasmissione dove c’erano tutti i non cantanti, c’era anche Gino Bramieri. Sordi era noto per il suo vocione e facevamo a gara a chi faceva la voce più bassa. Comunque ho imparato molte cose e quando ho interpretato a teatro Casa di Bambola, che è una pièce impegnativa, pesante, facevo un personaggio in cui ero talmente concentrato, che ho avuto anche applausi a scena aperta.

Come  è stata l’esperienza con Non stop?

E’ stata una bella esperienza perché eravamo tutti giovani e Trapani, il regista, era un grande come Beppe Recchia, regista di Drive In.

Come è nato Drive In?

Berlusconi mi aveva scelto, io ho preso l’anticipo e ho pagato i debiti.

C’è qualche comico con cui vorrebbe lavorare?Beruschi3

Ho lavorato con molti, non ho preferenze particolari.

Tra la scuola vecchia e la nuova che differenza c’è?

Ora i comici non riescono nemmeno a farmi sorridere…Oggi è tutto farcito di parolacce.

Cosa dice di Grillo che si è dato alla  politica?

Non credo che possa avere un interesse diverso dal suo.

Salvina Candarella e Paolo De Gregorio

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