Era la Milano da bere

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Era la Milano da bereMilano, giorni nostri: Massimo Gerosa è ambizioso e determinato, animato da un forte desiderio di emergere, è riuscito a scalare i vertici di un importante colosso dell’informatica, pur non avendo particolari qualifiche e titoli di studio, si considera un uomo arrivato, ma non ancora abbastanza. Proviene da una famiglia colpita più volte da eventi drammatici, non ha un buon rapporto con il suo unico fratello, non ha cultura, tuttavia ha una grande dote: la capacità di risollevarsi dopo ogni caduta.

Anna, la sua bella moglie, non ha studiato, non ha mai avuto un vero lavoro, e ha un solo credo: il denaro; è disposta a qualsiasi compromesso pur di essere accettata in un ambiente sociale, quello dei colleghi del marito, al quale non potrà mai appartenere veramente.

Cristina, la loro unica figlia, frequenta un liceo esclusivo, in famiglia non le è mai stata proposta una scala di valori intorno alla quale far ruotare le proprie scelte, eppure intuisce, istintivamente, che può esistere un modo diverso di vivere, che c’è dell’altro oltre al benessere economico e al culto dell’apparenza che condizionano la sua famiglia.

A rompere gli equilibri e a creare il caos nelle loro vite interviene un episodio inaspettato quanto grave: Massimo viene licenziato da Modigliano, capo assoluto dell’azienda, e, a causa di una serie di calunnie sul suo conto diffuse volutamente da qualcuno, non riesce a trovare un’altra collocazione lavorativa.

Da questo momento in poi, le vite dei tre prenderanno direzioni diverse: Anna, che ha chiesto la separazione dal marito sottraendogli ogni bene materiale, rinuncerà alla sua dignità pur di tentare di mantenere il tenore di vita al quale è abituata, mentre Cristina si allontanerà dalla madre trovando finalmente una propria dimensione affettiva ed un proprio equilibrio in un’altra città.

Massimo, invece, dopo aver toccato il fondo ed aver vissuto per alcuni mesi come un barbone, riuscirà in parte a rialzarsi grazie all’aiuto di Corrado, esponente di un movimento di estrema destra xenofobo e razzista, che gli offre il lavoro di guardiano notturno presso una delle loro sedi.

Quindi, risolto il problema pressante della sopravvivenza quotidiana, l’uomo inizia a meditare vendetta nei confronti di Modigliano, che ritiene sia l’unico responsabile della sua situazione attuale.

Ma le cose sono ben diverse da come le vede Massimo che, con la sua superficialità, non riesce a guardare oltre le apparenze…

Alessandro Bastasi, ottimo scrittore ed acuto osservatore della nostra società, offre ai suoi lettori un romanzo intenso, incalzante, con una trama ben costruita, che descrive senza alcuna pietà la deriva sociale in cui i suoi personaggi affondano.

In un’Italia prostrata dalla crisi economica, dalla perdita di certezze e di punti di riferimento, i protagonisti si muovono spinti dal soffio delle circostanze, convinti tuttavia di essere artefici del proprio destino, in realtà semplicemente adeguandosi agli eventi, in un tentativo disperato di soddisfare i propri bisogni, senza spirito critico e senza progettualità.

Attraverso un crescendo di colpi di scena orchestrati sia dal caso che dalle scelte di ognuno di essi, tutti loro convergono verso un finale nel quale lo scrittore dimostra, ancora una volta, il coraggio di rifiutare il lieto fine e di non scendere a compromessi.

 

Valeria Savio

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