Escher, una genialità da comprendere

escher_sferaMariaelena e Mattia ci raccontano le loro emozioni dopo aver visitato, pochi giorni fa, “Escher”, la mostra dedicata all’incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher, ospitata a Palazzo Reale di Milano fino al 22 gennaio 2017.

Escher, un nome e non solo, un genio. Lo spazio inteso come in continuo divenire plasmato da scacchiere che per metamorfosi si trasformano in api, in colibrì e poi in paesaggi marittimi italiani, da lui tanto amati.

In Italia Escher ha trovato l’amore dal quale ha avuto tre figli e forse per questo il legame con il nostro paese è molto forte.

La tecnica litografica fa da padrona, il bianco e nero sono i colori primari ma nulla è di più espressivo la suddivisione dello spazio in sfere.

Alla genialità di Escher si sono ispirati pubblicitari e discografici (basti pensare alla copertina del disco in vinile dei Rolling Stones). L’attenzione che ho riservato alla visione della mostra mi ha ispirato molte domande a cui non ho saputo dare risposte.

La genialità non si spiega, lascia solo segni indelebili.

Mariaelena

Mi ha impressionato la tecnologia utilizzata nella mostra, soprattutto un monitor che ritraeva lo spettatore all’interno di questo, non in primo piano bensì di spalle. Escher ha collaborato con vari personaggi per esporre i loro dischi in vinile, ad esempio i Pink Floyd, i video di David Bowie, Mika e Ben Stiller. Sono stato colpito dalla sala dove delle luci stroboscopiche disegnavano rane e topi che passavano sotto delle tavole molto realistiche, esperienza che sconsiglierei a persone impressionabili verso questi animali.

E’ una mostra che consiglio vivamente a tutti!

Mattia

 

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