Europa dreaming

filo spinatodi Francesca Radaelli

Cosa succede quando il sogno europeo incontra il sogno dei migranti?

Primavera 2016: le notizie della chiusura della frontiera al Brennero fanno il giro del mondo. I nuovi muri che stanno sorgendo in Europa per limitare l’arrivo dei profughi stanno soffocando non solo il sogno delle persone che desiderano una nuova vita, ma anche quello di chi voleva abbattere i confini nel continente.

A pochi chilometri dall’ultimo muro che si sta innalzando in Europa, a Bolzano, in una terra storicamente di incontro e talvolta scontro tra popoli e lingue, prende forma un progetto giornalistico che vuole raccontare il sogno europeo e il pericolo del suo disfacimento sotto il peso delle migrazioni dalle guerre e dalle dittature di Africa, Asia e Medio Oriente, unite all’assenza di una politica unitaria di accoglienza da parte dell’Unione Europea.

Si tratta della piattaforma di Visual Journalism www.europadreaming.eu, promosso dalla Libera Università di Bolzano e realizzato da Matteo Moretti, docente, designer e vincitore del Data Journalism Award 2015.

“Il nostro obiettivo è aprire una riflessione sul sogno europeo, erroneamente assimilato al trattato di Schengen, che Alexander Langer, nel 1995, definiva un accordo tra polizie e non il migliore modello di integrazione tra le nazioni del continente”, ha spiegato Matteo Moretti. Il lavoro di ricerca, svolto dal docente e dal suo team è durato oltre un anno, passato a raccogliere le testimonianze dei profughi, in gran parte eritrei, in procinto di passare il Brennero in treno. I risultati sono ora consultabili sul sito www.europadreaming.eu. “Europa, il sogno infranto”, “1995-2015 Cosa è cambiato in 20 anni?”, “L’Europa tra parametri economici e diritti umani”: sono alcuni dei titoli delle sezioni in cui è stato suddiviso il racconto e che approfondiscono le sfaccettature della complessa situazione europea. Per mezzo di interviste, infografiche animate, video, fotografie e testi sulle migrazioni – quelle di oggi e quelle del passato – la ricerca ha provato a mostrare cosa è rimasto del “sogno europeo” dopo oltre vent’anni di cosiddetta “emergenza immigrazione”.

Francesca Radaelli

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