Expo e gli scontri

primavera06di Luigi Picheca

Il giorno di apertura dell’EXPO ha visto la città di Milano protagonista di ignobili scorribande, di devastazioni gratuite. I cittadini di Milano hanno risposto con grande dignità e fermezza a questi atti vandalici, organizzando spontaneamente una contromanifestazione per ripulire e riportare ordine in quei quartieri usando buon senso e olio di  gomito, come tradizione vuole.
Sono contento che questo sia avvenuto proprio accompagnando le prime giornate dell’EXPO, perché i milanesi hanno dato una risposta pratica e morale al mondo intero, quel mondo che ci sta osservando con aria critica e severa, aspettando il flop che tutti si auguravano.

Devo ammettere che io stesso non ero molto fiducioso nella grande impresa e sono felice di essere stato smentito dai fatti. L’EXPO ha preso slancio e questo è quello che importa. Renzi è stato protagonista nel voler accelerare questo grande evento, propagando ottimismo in tutte le sue difficili battaglie politiche. Io mi schiero al suo fianco perché l’Italia si affranchi una buona volta dai soliti immobilismi che cercano, con le virgole, di  precludere qualsiasi innovazione. Se ne stanno sentendo di tutti i colori, fino alla nausea, ma vogliamo andare avanti una buona volta?

Milano ci ha ricordato che ci si deve rivoltare le maniche e lavorare sodo, qualche volta, e che difendere il proprio  cadreghino non è quello che interessa a noi cittadini. Le supposte incostituzionalità  ci hanno stufato, è ora di affrontare i problemi più seri.

Luigi Picheca

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