Fedez è fan di Pirandello?

di Safia Zappa

Può sembrare assurdo pensare che uno come Fedez, un rapper dei giorni nostri, ci possa parlare indirettamente di Pirandello. Sembra assurdo come in tanti parlino, seppur in termini diversi, di stesse tematiche. La ragione è una sola: siamo uomini. Intellettuali o meno, siamo immersi in una società che è debitrice delle più grandi correnti di pensiero, anche solo passivamente; siamo come spugne che assorbono e non vengono mai strizzate.

E credetemi quando vi dico che Fedez, a modo suo e probabilmente in modo involontario, ricalca Pirandello. Leggiamo qualche riga di un paio di sue canzoni.

In “Cigno Nero” Fedez recita:

Togliamoci i vestiti, ma teniamoci le maschere.

Se mi fissi bene non vedrai i miei occhi sbattere,

chi sogna ad occhi aperti perde l’uso delle palpebre.”

Tra le righe si può leggere la visione pirandelliana dell’uomo: tra uomini vi è incomunicabilità, perché nei rapporti interagiamo con le maschere – immagini – che soggettivamente ci costruiamo delle persone, fino a scoprire, con gli altri, una profonda e reciproca estraneità. Questa è la frantumazione dell’io in molteplici personalità, e la conseguente perdita di un “io”, l’annullamento dell’individuo. La persona si spersonalizza (“non vedrai i miei occhi sbattere”).

L’influenza pirandelliana è ancora più evidente nella canzone “Assenzio”, che Fedez canta con J-Ax:

Non mi guardo da mesi allo specchio,

è da un po’ che sospetto che dentro al riflesso ci sia quella maschera che mi hanno messo”

In Uno Nessuno e Centomila, Pirandello racconta di un uomo che rifiuta lo specchio perché non vi si riconosce; c’è uno scarto tra l’immagine che lui ha di se stesso e quella che vede nello specchio, che è l’insieme delle maschere che gli altri vedono di noi, sostanzialmente la “maschera che “ci” hanno messo”.

Tutto questo potrebbe sembrare assurdo, come dicevo poco sopra. Il mio non è un giudizio di valore né su Fedez, né, tanto meno, su Pirandello. E’ semplicemente una riflessione su come, indipendentemente dall’epoca, l’uomo rimane tale, e di come l’arte sia in grado di esprimere, in modalità anche molto differenti (un classico della letteratura italiana e una canzone contemporanea e commerciale) ed anche con complessità differenti, una stessa esigenza.

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