…e questo è il fiore del partigiano morto per la libertà

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci

In occasione del 25 Aprile, giovedì 13, al centro diurno Stellapolare di via Montecassino a Monza, si è svolto un incontro in collaborazione con le redazioni di Scaccomatto e Radiostella. Abbiamo intervistato Egeo Mantovani, presidente onorario dell’Anpi provinciale di Monza e Brianza, e Rosella Stucchi, presidente della sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Le redazioni di Scaccomatto e Radiostella insieme a Egeo Mantovani e Rosella Stucchi

Egeo Mantovani è un arzillo uomo di 96 anni che ha vissuto da partigiano la Liberazione nel ’45. Con viva memoria e tanta enfasi e sentimento ha spiegato tutta la storia dei quegli anni, ricordando fatti, date e aneddoti alla perfezione. Ha sottolineato più volte la fame e i patimenti che doveva sopportare e la paura di essere catturato.

Rosella Stucchi è la figlia del comandante partigiano Giovanni Battista Stucchi. “Egeo ha ricevuto da poco la nomina a Cavaliere d’Italia”, ha esordito, molto fiera di quello che Mantovani ha ottenuto. Un riconoscimento arrivato all’improvviso, di cui nessuno sapeva nulla, e che risulta perciò ancora più prezioso perché simboleggia la riconoscenza sincera, da parte del nostro Paese, nei confronti di persone come Egeo Mantovani.

Sono stati affrontati diversi temi, tra cui quello della libertà che – anche se oggi è spesso malgestita e qualcuno se ne approfitta – non dobbiamo dimenticarci che c’è e che ci dà la possibilità di scegliere, anche se a volte in modo sbagliato. I partigiani hanno combattuto il fascismo per consentire al popolo italiano di vivere in democrazia e libertà. Tutti noi dovremmo essere contenti e consapevoli del fatto che in Italia, da oltre settant’anni, c’è la pace e non la guerra.

Mi è piaciuto molto questo incontro perché amo ascoltare le persone che raccontano con entusiasmo il loro vissuto e le loro gesta. Mi è piaciuto molto anche unirmi al coro che ha cantato, come momento conclusivo, “Bella ciao”: è stato emozionante anche se sono consapevole di aver partecipato con un trasporto emotivo diverso da Egeo Mantovani, non avendo vissuto direttamente quei momenti. Mi piace pensare che ci sia un’associazione, come l’Anpi, che si mobilita affinché il fascismo e la guerra non ritornino, promuovendo iniziative popolari e culturali.

Cristina

Per ascoltare l’intervista integrale a Egeo Mantovani e Rosella Stucchi, realizzata dalle redazioni di Scaccomatto e Radiostella, clicca qui.

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