La Fontana di Trevi vale un tesoro

La Redazione

Chi è stato a Roma ha fatto senza dubbio il gesto di lanciare una moneta in una delle fontane più famose del mondo. La Fontana di Trevi, capolavoro barocco realizzato da Nicola Salvi e Giuseppe Pannini nel 1762, è uno dei luoghi più celebri della città, soprattutto dopo la celeberrima scena con Macello Mastroianni e Anita Ekberg tratta dal film di Fellini la “Dolce Vita”.

La leggenda narra che con questo gesto ci si garantisce il ritorno nella Città Eterna. La maggior parte dei turisti però non sa che, con quel gesto, si contribuisce al raggiungimento di uno scopo ben più alto. 

Ogni giorno, difatti, le monete che vengono gettate nella Fontana di Trevi, vengono aspirate e utilizzate dalla Caritas in opere di carità. La cifra che si raccoglie è ragguardevole, anzi, un vero tesoretto: circa 3.800 euro che moltiplicate  per 365 giorni equivalgono ad un milione e 400 mila euro all’anno.  

Questi denari sono destinati per il 40% a sostegno alle vittime della crisi economica, cioè vanno a quelle famiglie che non arrivano alla fine del mese. Un altro 25% serve per le mense dei poveri o dei rifugiati in attesa di riconoscimento. Il rimanente serve a finanziare la manutenzione delle case di accoglienza e degli ostelli gestiti da Caritas.

L’accordo con la Caritas, in scadenza nel prossimo giugno, è stato prorogato giorni fa dalla giunta del sindaco Virginia Raggi che ha deciso che fino alla fine dell’anno i soldi della fontana resteranno all’ente cattolico. Poi, con l’inizio del 2019, si deciderà se e come cambiare la loro destinazione.

 

Mastroianni e Anita Ekberg nella celebre scena del film la Dolce Vita

 

 

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