Fridays For Future: adesso si fa sul serio

di Giacomo Orlandini

Venerdì 24 maggio, destinato a essere ricordato come il più freddo degli ultimi 70 anni, si è svolta a Monza la seconda manifestazione in occasione dello sciopero globale per il clima. Questa volta il corteo da piazza Citterio ha toccato i luoghi delle scuole superiori monzesi per poi convergere in piazza Trento e Trieste.

Mezzo migliaio gli studenti che hanno deciso di aderire alla manifestazione di oggi. Tanti, ma comunque meno del primo Friday For Future di marzo. In 500 hanno saltato un giorno di scuola, in uno dei periodi più complicati dell’anno, per dare un altro segnale a favore di politiche sostenibili.

“Facciamoci sentire!”

I manifestanti hanno chiesto di essere ascoltati. Una richiesta simbolica che fa seguito a una, invece, concreta. I referenti del movimento, infatti, nei giorni precedenti all’iniziativa avevano inviato il manifesto programmatico a Enti, scuole e politici chiedendo l’impegno di tutti a favore del miglioramento climatico e in difesa del pianeta.

“Dicono che ci restano solo 12 anni per invertire le tendenze – ci raccontano gli studenti – ma di azioni concrete se ne vedono poche e il territorio ne risente”. Le risposte non sono arrivate. “Siamo stati notati, ma non ci hanno ascoltato” è la constatazione, amara. Ma i ragazzi non s’arrendono ed ecco il nuovo invito: “Alziamo la voce, formiamo massa critica”.

L’organizzazione in questi ultimi giorni è corsa più che mai sui social: “Porta una sciarpa o un fazzoletto, qualcosa per coprirti il volto fino al naso, contro l’aria schifosa che respiriamo” hanno scritto i ragazzi che, per l’occasione, hanno creato anche un evento Facebook.

https://www.facebook.com/fridaysforfuturemonza/

Durante il corteo, prima di arrivare in piazza Trento e Trieste e di posizionarsi, come due mesi fa, sotto le finestre del palazzo municipale, sono stati ritagliati dei momenti per mettere in atto una pratica di “guerrilla gardening”.

Alcuni volontari hanno lanciato decine di “seedbombs” (piccoli agglomerati di argilla, terriccio e semi di fiori) con lo scopo, simbolico,  di rigenerare aree urbane dismesse.

Infine, leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, il corteo è giunto in piazza Trento e Trieste intorno a mezzogiorno.

Nel luogo scelto per chiedere al mondo della politica di realizzare azioni concrete contro la condanna ambientale del pianeta era previsto un flash mob a tema ambientale, jam sessione e live di alcune band.

E adesso?

Quali saranno i prossimi passi? “Siamo tornati in piazza commenta Nicolas Torri, coordinatore provinciale di Fridays For Future – perchè non è ancora cambiato nulla. Qualche Comune ha dichiarato lo stato di emergenza climatica, ma niente di più. Noi a Monza chiediamo cestini per la raccolta differenziata, politiche che mirino a ridurre il consumo della plastica, meno polveri sottili. E a livello regionale ci mobilitiamo per avere un miglior servizio di trasporto pubblico”. E quindi? “ADESSO SI FA SUL SERIO!”

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