I bellissimi versi di Alda Merini messi in musica

Venerdì 14 febbraio 2020 alle ore 21 al Teatro Manzoni di Monza Monica Guerritore e Giovanni Nuti in  “Mentre rubavo la vita”. Protagoniste  della serata  sono una ventina di poesie  di Alda Merini messe in musica da Giovanni Nuti.

Uno spettacolo folle e commovente, un concerto esclusivo in cui i due artisti cantano, accompagnati da una band di quattro elementi, gli appassionati, dolorosi e ironici versi della grande Alda Merini. Dopo essere andata in scena col musical End of the Rainbow dedicato a Judy Garland, Monica Guerritore stupisce ancora una volta il suo pubblico con un’ora appassionante di immagini, parole, musica e passione. «Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini – dice Guerritore –. La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi. Io stessa ne rimango stupita. Al pubblico piacerà enormemente: ballerà, riderà e piangerà insieme a noi!».

Nuti, che firma anche le musiche dello spettacolo, ha avuto una collaborazione unica e irripetibile, durata sedici anni, con la grande poetessa, che lei stessa amava definire un «matrimonio artistico». «Solo un’artista eclettica e sensibile come Monica può trasmettere a pieno l’intensità, il carattere, l’ironia, lo struggimento, la magica follia di una personalità immensa come quella di Alda Merini – dice Nuti –. Sentirla per la prima volta cantare i suoi versi sulle mie note è stato emozionante».

Un sentiero luminoso di parole e musica.  ‘Io come voi sono stata sorpresa mentre rubavo la vita’. Questo il verso di Alda Merini dal quale è stato tratto il titolo dello spettacolo, un concerto che fonde le parole palpitanti della poetessa alle splendide musiche di Giovanni Nuti. Una sensazione di avvolgimento completo che travolge e accarezza, quasi le parole fossero braccia e calore e la musica penetrasse sotto pelle. Questo l’impatto del concerto che apre, ad ogni lirica, un mondo di riflessioni sulla carnalità, sull’amore, sulla sofferenza e sull’inferno da vivere per giungere al sublime.  

(Nicoletta Cavanna, Ilteatro.it)

«Serata fiammeggiante e necessaria in un emozionante susseguirsi di schegge di vita che mettono a nudo una montagna di forza e dolcezza (…) Viscerale, evocativa e coraggiosa la Guerritore spalleggiata dalla classe e dall’energia vocale di Giovanni Nuti…. Da non mancare».

(Claudio Fontanini, Cinespettacolo.it)

«Ghiribizzosa la Guerritore di “Mentre rubavo la vita…!”: solo a quelle come te, leggere nel tocco, potevano fluire così ammalianti i versi di Alda Merini! È toccato proprio alla così lontana per forme (…e che belle!) Monica Guerritore avvolta in un panneggio rosso Pontormo, con aggiunto un velo di sposa, di interpretare i suoi versi, cantarli con voce calda, per farli vibrare d’emozione. E un’ora e mezza di poesia pura è volata via veloce, lasciando il segno, eccome, sugli occhi commossi dei molti milanesi venuti a sentire lei e Nuti che della Merini è stato amico e interprete in musica e non solo: sue le canzoni, suoi i ritmi struggenti di una serata emozionante».

(Stefano Biolchini, Ilsole24ore.com)

«Una ventina di poesie di Alda Merini – certamente la più grande poetessa italiana del Novecento – sono le protagoniste di Mentre rubavo la vita, l’emozionante e coinvolgente spettacolo animato dalle voci di Monica Guerritore e Giovanni Nuti al cui talento si devono le note che ‘vestono’ le parole della Merini senza tradirne, anzi esaltandone, lo spirito e trovano nella sua capacità interpretativa e nell’abilità di garbato e avvincente narratore un interprete ideale. Sorpresa dello spettacolo è, però, Monica Guerritore… pochi avevano fino a oggi avuto la fortuna di conoscerla come cantante e di ascoltarne la voce affascinante, dalle tonalità conturbanti, capace di far vibrare l’animo di chi ascolta… Uno spettacolo raro, da vedere e rivedere».

(Salvatore Longo, Teatro.it)

«Le canzoni portate in scena sui testi della Merini sono forse le più belle canzoni d’amore, dolore, passione e ironia degli ultimi anni. … un concerto/spettacolo fatto di tante suggestioni: luci, ombre, musica, video arte, immagini, il palco pieno di musicisti e di calore… un’ondata di forza psichica, sensualità, scandalo, ironia sfacciata e mistero, con proiezioni di donne che volano, Ofelie e piogge di petali, immagini forti, surreali e sognanti “bombardano” lo spettatore suscitando un’alternanza di pianto e sorriso».

(Virginia Zullo, Daringtodo.it)

«L’anima di Alda, così viva e presente, si sente fin dall’apertura del sipario, grazie alle parole sussurrate da Monica e le prime videoproiezioni (di Lucilla Mininno e Mimma Nocelli, che cura anche la regia), che accompagnano tutta la serata. Anima e corpo, spirito e sangue, parole evocate ed eteree o scritte sui muri, amore e passione, tormento e follia, farfalla e verme immondo, per citare Arrigo Boito: questa è Alda, una donna, mille donne, in cui ognuna di noi si può riconoscere. Le straordinarie note di Nuti accarezzano e accompagnano i versi della Merini, con tatto e rispetto e spaziano dall’elegia pura, all’energia più vitale».

(Silvia Arosio, Silviaarosio.com)