I motivi per il SI: la sfida della modernità

  •  
  •  
  •  
di Aldo Melzi

La funzione del Parlamento è legiferare. Questa funzione, ad oggi, viene svolta in modo efficiente ed efficace?

È garantita la rappresentatività dei territori e la pluralità delle opinioni?

Quanto è importante il contributo del singolo parlamentare nell’iter del processo legislativo?

Il prodotto, ossia le leggi, risultano chiare e comprensibili?

In sostanza, l’attuale modello basato su 945 parlamentari, funziona?

Voto SI al prossimo referendum perché ho sempre pensato che non sia la quantità a garantire la rappresentatività. Penso che 600 fra deputati e senatori sia un numero congruo a garantire la funzione legislativa.

Ciò che conta è la qualità dei nostri rappresentanti. Avere un alto numero di parlamentari non ha migliorato la funzione legislativa spesso caratterizzata da ripetizioni, sovrapposizioni e dubbi interpretativi. Sogno un parlamento leggero, agile e snello, capace di legiferare su problemi reali dando risposte certe e concrete. Avere 945 rappresentanti e un bicameralismo perfetto ha prodotto una legislazione poco chiara con un linguaggio lontano dalla vita reale, spesso incomprensibile e di dubbia interpretazione.

La produzione normativa oggi è affidata, oltre che al parlamento, all’UE e alle Regioni. Spesso si creano incongruenze e sovrapposizioni. Ci vuole più chiarezza e semplicità. Una classe politica di qualità, un iter legislativo più efficiente e leggi più chiare.

Il SI al referendum potrebbe innescare un processo riformatore che va in questa direzione, sarebbe un chiaro messaggio che i cittadini mandano alla classe politica. Non è populismo, è pretendere semplicità e chiarezza. Chiedere più qualità e meno quantità, a partire dalle assemblee legislative per finire al loro prodotto, le leggi.

Votare NO significa essere soddisfatti di ciò che abbiamo adesso, dei nostri 945 parlamentari e della loro produzione normativa, di un iter legislativo complesso e ridondante, di leggi incomprensibili che richiedono decreti attuativi e chiarimenti per interpretarle.

Dire SI è accettare la sfida della modernità, essere riformisti e credere che la politica possa rinnovarsi sposando semplificazione ed efficienza.