I racconti del melograno: la farfalla

di Francesco Troiano

Una farfalla con le ali metà bianche e metà cremisi attraversa il cortile con un volo identico al macaone.

Le foglie lanceolate della palma, ventagli nel cielo, sono piatte come mani affusolate, e al passaggio altalenante della farfalla bicolore, il piccolo vento muove le mani verdi in un applauso sincero.

Sopra la mia finestra le nuvole si raggruppano a disegnare i continenti di un mappamondo: sta sfilando l’Africa, che si congiunge con l’Australia, l’Europa insegue l’Africa, che insieme all’Australia, all’Asia, alle Americhe e al resto delle isole piccole e grandi diventano un corpo nuvoloso puro, senza temporali ne uragani, ma pieno di goccioline strette, una alle altre, formanti l’oceano celeste della serenità.

Ecco perché gli antichi scrutavano il cielo, per capire il loro futuro.

Mamma-tortora cova sulla trave e inaugura il tetto appena rifatto tubando in direzione del suo compagno: gli sta dicendo che servono altri rametti.

Lui, tuba pochissimo: arriva e incolla.

Nina, la mia cagnolina, mi guarda intensamente.

So cosa vuole dirmi: caro mio, non si smette mai d’imparare.