I racconti del melograno: Peter

di Francesco Troiano

Un altro ragazzo down che incontro in metro, si mette a leggere il giornalino di free-press ad alta voce. Nella mia immaginazione l’ho chiamato Peter.
“Inter Borussia… vince Inter…ultima pontata…di etro….”

Si volta verso di me: “Ti piace… etro?”
Accidenti non capisco: “Non ho capito, ripeti lentamente”
“I..o..la.. Pietro… Giani Morando”
“Aaah… L’isola di Pietro, la fiction…”
“Siii…ultima pontata…. ”
Per la tensione, il piccolo giornale, nel frattempo, lo ha stropicciato un po’.

Un ragazzo seduto di fronte estrae dal suo zaino una borraccia rossa di quelle ecologiche e beve un sorso.
Peter gli fa cenno: “Ehi…anche io…” e tira fuori dalla sua borsa una borraccia identica ma verde.
“Hai visto? Anch’io bevo….” e trangugia in una botta sola con i rivoli d’acqua che tracimano sul giaccone. Il ragazzo della borraccia rossa gli fa un ok con il pollice.

Peter, dalla tasca interna, adesso estrae un pettine. Si volta verso il buio del finestrino e si aggiusta i lunghi capelli radi e biondi della sua magnifica testolina.
Poi mi guarda ed esclama:
“Sono bello!”
Si, Peter, sei bellissimo. E anche questo cielo di pioggia lo rendi bello, e fai spuntare il sole e le stelle, tutti insieme.