“Il Calapranzi” e “Destinatario sconosciuto”

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Due le proposte  del Teatro Binario 7 per il fine settimana dal 13 al 15 dicembreVenerdì 13 e sabato 14  andrà in scena il “Calapranzi” con la regia di Luca Spadaro per il testo di Harold Pinter.

Due killer professionisti, due travet dell’omicidio che per lavoro uccidono sconosciuti. Ogni volta, quando ricevono la chiamata del fantomatico signor Wilson, si presentano all’indirizzo che viene loro indicato e ci trascorrono la notte, aspettando la vittima. Quando il malcapitato arriva, gli sparano seguendo un rituale sempre identico: poi, se ne tornano a casa. Nessuna domanda: solo l’esecuzione precisa del compito – come farebbe un qualunque solerte impiegato. E, davvero: le parole dei due protagonisti farebbero pensare all’omicidio come a un lavoro onesto e comune, forse perfino un po’ noioso. Non fosse che questa volta qualcosa sembra essere diversa dalle altre.

Nella mente dei due sorge qualche dubbio: si pongono ad alta voce domande su cui sarebbe meglio non riflettere. Il nervosismo cresce e, si sa: quando si è nervosi è più difficile sparare. Poi capitano fatti inattesi, che interrompono la routine dei killer: una busta viene fatta scivolare sotto la porta della stanza, il calapranzi scende dall’alto con strampalate richieste. In poche mosse i carnefici diventano vittime, i cacciatori vengono braccati. Tutto sembra all’improvviso perdere senso e in questo caos denso di tensione si svelano i meccanismi umani che accomunano tutti noi – killer, attori, impiegati.

Sabato 14 ore 21 e domenica 15 ore 16, sarà la volta di “Destinatario sconosciuto” tratto dal romanzo epistolare scritto nel 1938 da Katherine Kressmann-Taylor

Una straordinaria storia del XX secolo che si racconta in musica con l’adattamento di Rosario Tedesco. Un sottile gioco psicologico spinge a un punto di non ritorno l’amicizia tra due uomini, smascherandone alla luce della storia le ipocrisie e le meschinità.

Martin e Max, amici e soci in affari, vivono negli Stati Uniti. Max è ebreo, Martin è un gentile. Nel 1932, Martin ritorna in Germania e partecipa alla ricostruzione postbellica della patria. All’inizio dubbioso, finisce poi con il subire il fascino della propaganda nazista. Max, invece, resta in America lontano dagli eventi, esule. Il loro carteggio rivela il senso profondo dei cambiamenti che di lì a poco sconvolgeranno l’Europa intera. La lontananza, in un primo momento solo geografica, presto rende evidente un’estraneità più profonda: le parole diventano armi letali. Una partita a scacchi con il passo del thriller, che riserva come epilogo un sinistro scacco matto.