Il centenario della nascita di S.Giovanni Paolo II

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di Fabrizio Annaro

Oggi ricorre il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II. Coincidenza vuole che la stessa data segni la “ripartenza” per la nostra nazione dopo un lungo periodo di lockdown. Molti hanno inteso questa coincidenza come un segno di speranza. Mi unisco a questi molti.

Papa Francesco oggi (per ultima volta in streaming) ha celebrato la messa in ricordo di Papa Wojtyla. Francesco nella sua omelia ha ricordato la figura di San Giovanni Paolo II.

Per il papa argentino la preghiera, la vicinanza al popolo, e l’amore alla giustizia hanno caratterizzato la vita pastorale di San Giovanni Paolo II:  “Lui sapeva bene che il primo compito di un vescovo è pregare e lui lo sapeva, lui lo faceva”.

Seconda caratteristica: uomo di vicinanza al popolo.  “Non era un uomo distaccato dal popolo, – dice Papa Francesco – anzi  girò il mondo intero, in cerca del suo popolo, facendosi vicino. E la vicinanza è uno dei tratti di Dio con il suo popolo”.

Terza traccia, infine, l’amore alla giustizia. “Ma la giustizia piena! Un uomo che voleva la giustizia, la giustizia sociale la giustizia dei popoli, la giustizia che caccia vie le guerre. Per questo san Giovanni Paolo II era l’uomo della misericordia – spiega Bergoglio – perché giustizia e misericordia vanno insieme, non si possono distinguere, sono insieme: giustizia è giustizia, misericordia è misericordia, ma l’una senza l’altra non si trova…Lui aveva sentito che la giustizia di Dio aveva questa faccia di misericordia, questo atteggiamento di misericordia. E questo è un dono che ci ha lasciato lui: la giustizia-misericordia e la misericordia giusta”.

San Giovanni Paolo II ha lasciato un segno indelebile nella storia della chiesa e degli uomini. Nel tesoro della sua eredità, anzitutto la lotta al comunismo, il decisivo contributo alla caduta del muro di Berlino. Ma anche la consapevolezza che la fine del comunismo e l’avvento della globalizzazione avrebbero comportato stravolgimenti sociali ed economici di portata epocale con crescita della disuguaglianza e dell’ingiustizia sociale.

Ricordiamo la grande determinazione con la quale si era battuto contro la guerra in Iraq e il suo ringraziamento ai popoli che manifestarono in tutto il mondo al grido “No blood for oil”  (Non ci sia sangue per il petrolio!). L’impegno ecumenico è stato al centro del suo papato. Indimenticabile la preghiera per la pace ad Assisi celebrata insieme ai rappresentanti di tutte le religioni del  pianeta. 

Non mancarono critiche e perplessità su alcune sue prese di posizione come quelle sull’Aids e sulla sua netta contrarietà all’uso dei contraccettivi. Fece scalpore il No del Papa all’uso della pillola per le suore violentate durante la terribile guerra dei Balcani.

Giovanni Paolo II ebbe il merito, inoltre, di valorizzare nella chiesa l’importanza della comunicazione. Sono tante le immagini che scorrono nella memoria. Il coraggio di sfidare la stigma della malattia, mostrandosi alle telecamere di tutto il mondo fragile e sofferente, una scelta che desiderava dare fiducia a tutti gli ammalati e contrastare con decisione l’idolatria dell’apparire.

Come dimenticare la famosa fase pronunciata dal balcone di San Pietro appena nominato Papa: “se mi sbaglio mi corrigerete” ; oppure i suoi pellegrinaggi in ogni sito del mondo acclamato da immense folle. 

Infine il vangelo che il vento sfogliava sopra la modesta bara di pino nell’infinita piazza San Pietro ricolma di fedeli e di autorità giunte da tutto il mondo per l’estremo saluto. Un’immagine, quella del libro del Vangelo sfogliato dal  vento, rimasta nella memoria collettiva. La fantasia mi induce ad immaginare che in quel soffio si racchiudesse un ultimo invito del Papa polacco, un pressante consiglio per tutti gli uomini di fronte alle inquietudini della modernità: leggete il Vangelo, li troverete quello che cercate!