Il fine settimana al Teatro Binario 7

Sabato 26 e in replica domenica 27 gennaio alle ore 21.00  al Teatro Binario 7 andrà in scena  “Animali Notturni” tratto da un testo di Juan Mayorga con la regia di Luca Spadaro e di Massimiliano Zampetti.


Due coppie vivono nella stesso Paese, nella stessa città, nello stesso condominio. Sono quattro persone che si assomigliano, pur differendo in tanti piccoli particolari: cultura, sensibilità, professione, desideri, paure. Ma la differenza fondamentale, quella che muove i fili della loro storia, è costituita dalla nazionalità. Perché una coppia è originaria del paese in cui vive, l’altra ci è arrivata e ha finito per abitarci, senza permesso. E allora succede, una volta ancora, che la lotteria della Storia permetta a qualcuno di possedere vantaggi rispetto ad altri, pur non avendone il merito. Ecco allora che una nuova legge mette tutto a repentaglio, regalando un potere inatteso, e casuale, alla coppia autoctona.

Diceva Jorge Luis Borges che la nazionalità e il patriottismo siano atti di fede, concetti labili e discutibili. Ma sono stati motori di tanti fatti di cronaca, passata e presente, e sono i motori anche di questa storia. La fortuna di essere nati nel posto giusto, al momento giusto, offre ad alcune persone la possibilità di esercitare un vasto potere su altre, e c’è chi decide di utilizzare questo potere, senza sapere cosa farsene di preciso, semplicemente perché sarebbe sciocco non approfittarne.

Il 27 gennaio alle 16.00  l’ensemble Le Cameriste Ambrosiane, accompagnate dalla mezzosoprano Rachel O’Brien e dalla voce recitante di Silvia Giulia Mendola, celebrano l’orchestra formata ad Auschwitz da quarantasette donne diretta da Alma Rosé, eccezionale violinista nipote di Gustav Mahler.

Nel Giorno della Memoria, dedicato alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto, un concerto che celebra e ricorda un’insolita orchestra: quella formata nel campo di concentramento tristemente più famoso della storia da quarantasette donne, deportate. A dirigerle Alma Rosé, dotatissima violinista ebrea, nipote del compositore e direttore d’orchestra Gustav Mahler. 

All’orchestra appartiene anche Fania Goldstein, in arte Fenélon, pianista e famosa cantante di cabaret. Quando arriva ad Auschwitz scopre subito che la musica avrebbe potuto salvarle la vita. Entra così nell’orchestra del lager, tutta femminile, che ha il compito di allietare gli ufficiali SS, di accogliere i nuovi prigionieri e di accompagnare le detenute al lavoro. L’altra protagonista è Alma. Lei si concentra sull’esecuzione: deve essere perfetta, regalare momenti sublimi. È severa e costringe tutte le altre a prove estenuanti.

Entrambe le donne si devono confrontare col progressivo spegnersi di ogni senso di solidarietà e di compassione tra le detenute: si chiudono in drammatici egoismi dettati da scontri di razza, classe e religione, in un luogo dove regnano fragilità e disperazione.

 

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