“Il Fumantropo” in prima nazionale al Villoresi

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Sabato 24 ottobre alle ore 20:00 e Domenica 25 ottobre alle ore 16  al Teatro Villoresi,  un inedito firmato Soldout srl per la regia di Maurizio Colombi. In scena uno dei volti più noti dei suoi spettacoli: Paolo Barillari (già interprete nel musical Rapunzel, We will Rock You, La regina dei ghiacci…).

Il direttore Gennaro D’Avanzo, sempre alla ricerca di stimoli per lo spettatore, ha scelto questo spettacolo per il momento particolare che si sposa con l’argomento salute.

L’attore si interroga su una delle questioni più controverse del nostro secolo: il vizio del fumo.

Cobo Dè, scrittore filosofo che nel suo “Fumantrope” – 1977 – decide di analizzare quali siano le pulsioni che inducono una persona a provare, spesso in giovane età,  il brivido dell’esperienza del fumo. Una coscienza schiacciata dai condizionamenti sociali, che vacilla tra il desiderio e il non posso, tra la voglia di accettazione e il rimorso del peccatore.

Paolo Barillari

Lo spettacolo è accompagnato dalla Live Smoke Band.

Note sullo spettacolo:

“Il fumo uccide oppure fa digerire? La sigaretta è una gratificazione oppure un vizio senza scuse? Se fumi sei un figo oppure sei un nerd? Ma soprattutto… cosa c’è di vero in tutti questi luoghi comuni? Un tabagista, incallito antieroe della sigaretta, mette in scena la sua tragicommedia quotidiana, snocciolando rituali, abitudini, promesse fatte e disfatte di smettere il vizio.
Bacco Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere, dice il proverbio: qui basta solo il secondo fattore dell’equazione a scatenare le risate di un pubblico ora comprensivo ora scandalizzato, a seconda dei rapporti personalmente intrattenuti con la bionda sigaretta. Non è una pubblicità progresso contro il fumo, beninteso: qui non si danno colpe né si fanno prediche. E’ piuttosto un percorso dentro la psicologia del fumatore, che un po’ ricorda “l’ultima sigaretta” di zeniana memoria con le sue nevrosi e i suoi momenti di estasi fugace. Si apre un ponte tra gli avversari e i cultori di un vizio dalle origini antiche ma di modernissima diffusione, nel tentativo di capire senza giudicare e, soprattutto di far sorridere delle umane debolezze.”