Il genio è donna

josephine-cochran

di Roberta Romano

Il 28 gennaio 2016 è stato proiettato per la prima volta nelle sale italiane “Joy”, il nuovo film di David O. Russel di cui Jennifer Lawrence è attrice protagonista. La pellicola racconta la vita di Joy Mangano, una madre newyorkese di origini italiane, che nel 1990 ebbe un’intuizione geniale: il miracle mop, ovvero il “mocio” che si strizza da solo.

Lanciata grazie a un piccolo investimento di famiglia, la sua invenzione ebbe un successo tale da far diventare Joy una delle donne più ricche d’America. Non senza fatica, la giovane casalinga diventò presto un’imprenditrice di successo. È per questo che il suo nome compare di diritto nell’elenco delle esponenti del gentil sesso che, negli anni, hanno contribuito all’invenzione dei più famosi beni di consumo.

È infatti un erroneo luogo comune, pensare che le parole “business”, “consumismo”, e “senso degli affari” siano termini prettamente maschili, non soltanto a livello grammaticale, ma anche sul piano pratico. La storia insegna che “genialità” ed “intuizione” hanno da sempre contraddistinto le donne, spingendole a concepire la condizione di regine del focolare non come un limite, ma come un’opportunità. Negli anni, quasi come una strana forma di adattamento, decine e decine di donne hanno contribuito alla nascita ed alla realizzazione di quei beni materiali che oggi spesso si danno per scontati e che pure hanno condizionato lo stile di vita delle famiglie di tutto il mondo.

È per sfuggire dalle pile di piatti sporchi da lavare che Josephine Cochrane inventò la prima lavastoviglie meccanica nel 1886. Josephine era semplicemente amante dei cocktails e delle serate in società, aveva a disposizione una servitù intera per le faccende domestiche, ma decise di ideare un macchinario in grado di svolgere un’incombenza di tutte le casalinghe nel minor tempo possibile e senza rompere le stoviglie.

Alva Fischer
Alva Fischer

Ad una donna, poi, si deve anche l’invenzione della lavatrice così come oggi la si conosce. È dall’estro di Alva Fischer che nel 1906 si ebbe il primo modello meccanico atto al lavaggio del bucato. Il frigorifero, il ferro da stiro, persino il mixer da cucina sono nati dalla mente di una donna, di chi ogni giorno si occupava della cura degli altri.

Le donne dunque sono state in grado di modificare in meglio la loro condizione sociale, da semplici massaie sono diventate detentrici del “saper fare” e della praticità che ha permesso di adattare il loro ruolo sociale alle esigenze contingenti di ognuna di loro.

lavatrice
il primo modello di lavatrice

In Italia le prime nemiche di queste invenzioni, però, sono state le donne stesse. Convinte di non adempiere ai loro doveri di madri, mogli e casalinghe amorevoli, il genere femminile spesso non si è lasciato incantare dal sogno di una macchina che facesse tutto da sé. Solo in anni più recenti, quando, finalmente, la carriera lavorativa è diventata un’esigenza anche per il gentil sesso, la meccanizzazione è entrata a far parte delle case italiane.

Il film, come del resto la storia, insegna quanto coraggio e quanta forza possa racchiudersi in una donna. Senza perdersi d’animo, senza chiedere favori e senza abbandonare la famiglia, moltissime donne hanno guadagnato un loro posto nella società. Tutto questo da sole, sfruttando il loro genio, tramite una rivoluzione silenziosa, ma radicale.

“Non pensare mai che il mondo ti debba qualcosa, perché non è così” è una delle battute di Joy nel film. Esprime la consapevolezza di ogni individuo del genere umano, certo, ma forse in un mondo in cui è necessario parlare di quote rosa, ancor meglio esprime il grido di una battaglia tutta al femminile. Una battaglia contemporanea, ma che evidentemente si combatte da sempre.

 

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