Siracusa: millenni di storia in scena

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«Ancorchè la scena mi sia totalmente distrutta, la sua grandezza, imponente maestà di un edificio così intagliato nel vivo della montagna, combinate alla più deliziosa delle situazioni, ispirano il rispetto, e l’ammirazione. (…) Esso è uno dei colpi d’occhio più pittoreschi che abbia riscontrato in Sicilia.»

Esso è il Teatro greco di Siracusa e queste sono le parole di un viaggiatore, Von Riesedel, uno dei tanti artisti che nel XVIII secolo decise di compiere il Grand Tour; uno dei tanti artisti che rimase affascinato dal nostro caro Bel Paese.

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il Teatro Greco

Questo edificio, del quale oggi restano ancora sufficienti tracce che permettono di immaginare drammi e tragedie lontane, sorge sulle pendici del colle Temenite, nei pressi di Siracusa. La sua prima costruzione risale al V secolo a.C., quando l’architetto Damocopos decise che quello era il luogo adatto per erigere un teatro.

Nell’antichità nulla avveniva per caso, tutto era fatto secondo ragione, secondo criteri e metodologie ben precise. Ad esempio: perché quello era il luogo adatto per erigere un edificio teatrale? Perché i teatri greci sono semicircolari? Perché sono costruiti scavando nella pietra?

Quando si possiede intelligenza e senso della funzionalità non serve la tecnologia.

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il Duomo

I teatri greci antichi, compreso quindi quello di Siracusa, godono di un’acustica e di una visibilità perfetta, in qualsiasi punto lo spettatore si trovi. Il segreto di tale perfezione sta innanzitutto nella conformazione dell’edificio, nel suo essere scavato in un pendio e nel suo essere a semicerchio. Queste due caratteristiche trattengono i suoni all’interno e permettono loro di arrivare chiari e precisi all’orecchio dello spettatore. Inoltre, gli attori principali recitavano indossando una grande maschera; questa fungeva sia da amplificatore della voce e sia da strumento per meglio identificare il personaggio dalle grandi distanze.

Altro punto su cui riflettere: la scenografia. Impossibile per il pubblico contemporaneo pensare uno spettacolo senza scenografia! In effetti era impossibile anche per il pubblico dell’antichità. Come fare, però, senza luci, senza pannelli adeguatamente dipinti, senza arredi scenici?

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il Duomo – particolare

L’unica cosa da fare è servirsi delle meraviglie della natura. Chi ha visto i Teatri di Siracusa, Taormina o Tindari (per fare tre esempi siciliani) sa di cosa parlo!

Seduti sulle gradinate del Teatro di Siracusa, lo sguardo sul Mediterraneo è filtrato dall’ enorme distesa di alberi e piccoli arbusti. La luce filtra chiara e verdastra, gli odori sono quelli della terra e del pino.

Seduti sulle gradinate del Teatro di Taormina si sentono i profumi dei limoni e della salsedine. Si scorge l’Etna, enorme e magnifico, con la sua tipica nube di fumo bianco sulla cima.

Seduti sulle gradinate del Teatro di Tindari, di particolare bellezza al tramonto, si apre d’innanzi a noi la maestosità del mare, costellato di pescherecci e riempito, in lontananza, da quei piccoli puntini che sono le isole Eolie.

Non riesco a immaginare scenografie migliori.

Isabella Procaccini

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