Il test del portafoglio

di Francesca Radaelli

Quanti di noi, imbattendosi per strada in un portafoglio visibilmente perduto da qualcuno, farebbero di tutto per restituirlo, con il suo contenuto, al legittimo proprietario? A molti apparirà sorprendente la risposta a questa domanda che emerge dalla ricerca recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista Science.

Lo studio, condotto in 40 paesi del mondo,  è stato coordinato dal professor Alain Cohn dell’Università del Michigan, finanziato dal centro svizzero Gottlieb Duttweiler Institute e si è svolto nell’originale forma di ‘esperimento sociale’. In un periodo di tempo di tre anni sono stati diffusi 17.303 portafogli ‘abbandonati’ in 355 città del mondo. Ognuno, in plastica trasparente, conteneva un biglietto da visita con il nome del proprietario e un indirizzo email, una piccola chiave, una breve lista della spesa. In alcuni portafogli non c’era denaro, mentre in altri sì. Nella maggior parte dei casi gli assistenti dei ricercatori li hanno consegnati al personale di uffici postali, alberghi, banche, musei e altri luoghi pubblici, dicendo di averli trovati e di non avere il tempo per occuparsene.

Il contenuto del portafoglio utilizzato per l’esperimento

Risultato? Le persone interpellate hanno provato a rintracciare il proprietario del borsellino con frequenza maggiore quanto maggiore era il valore economico in esso contenuto. In media, su scala globale, è stato restituito il 40% dei portafogli vuoti, il 51% di quelli che contenevano pochi spiccioli e il 72% di quelli più gonfi di denaro.

Siamo dunque meno egoisti e più onesti di quanto crediamo? Probabilmente sì.

Sicuramente, come sottolineato dagli autori dello studio, i meccanismi che regolano il nostro comportamento non possono essere ricondotti unicamente alla ricerca dell’interesse personale. L’esperimento dimostra in maniera molto semplice che siamo propensi a rinunciare a un vantaggio materiale se questo implica da parte nostra un’azione che riconosciamo come ‘disonesta’. Se non restituiamo un portafoglio pieno di soldi, ma lo teniamo per noi, abbiamo la sensazione di aver rubato qualcosa a qualcuno. E, pur di non sentirci dei ladri, decidiamo allora di essere onesti.

Il meccanismo psicologico che entra in azione di fronte a un portafoglio pieno di soldi è ben più complesso di quanto possa sembrare. Non si tratta per forza di bontà o altruismo, dicono gli autori dello studio, piuttosto della difesa dell’immagine che abbiamo costruito di noi stessi come persone oneste.

Un’immagine che è fortemente influenzata dalla cultura di appartenenza, come ha sottolineato nei giorni scorsi l’economista di Harvard Jonathan Schulz interpellato dal New York Times.

La classifica dei paesi a più alto tasso di restituzione del portafoglio

Il più alto tasso di restituzione del portafogli si è registrato in Svizzera, quello più basso in Cina. La nostra Italia, paese in cui l’evasione fiscale (che, se vogliamo, è l’equivalente – in grande – della mancata restituzione di un portafoglio) rappresenta uno dei problemi strutturali, si posiziona a metà classifica, superata da nazioni come Serbia, Croazia e Romania. Solo un italiano su due restituirebbe il portafoglio al legittimo proprietario.

In generale, i paesi in cui sono stati restituiti più portafogli, dice Schulz, “hanno società molto aperte, grande mobilità sociale e le persone non vivono con le loro famiglie. I paesi al fondo della classifica – come Kazakistan, Emirati Arabi Uniti e Indonesia – hanno una moralità più marcata verso i gruppi cui appartengono: per alcuni dei loro abitanti sarebbe persino immorale restituire il portafoglio invece di dare il denaro alla loro famiglia”.

La questione dunque è anche culturale. L’importanza di essere onesti, come nella commedia di Oscar Wilde, è in realtà l’importanza di apparire onesti secondo le convenzioni della società a cui si appartiene. Che sia quella, un po’ ipocrita, dell’epoca vittoriana di Wilde, oppure quella ad altissimo senso civico dei paesi del Nord Europa e dell’odierna Svizzera, in cui tutto deve apparire pulito e perfetto.

Eppure quando un uomo restituisce un portafoglio per non sentirsi la coscienza sporca, e apparire (anche un po’ ipocritamente se vogliamo) onesto di fronte a sé stesso, questa non può che essere, in sé, una buona notizia.

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