Il vantaggio di chiamarsi Sapiens

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di Roberto Dominici

L’umanità attuale appartiene, secondo la definizione tassonomica dell’essere umano moderno, al genere Homo di cui è l’unica specie vivente, alla famiglia degli ominidi e all’ordine dei primati.

Se però guardiamo alle connotazioni “speciali” cioè a quello che ci differenzia dai primati non umani e dai nostri antenati, è evidente che la «modernità» di Homo sapiens include alcune caratteristiche speciali quali la creatività, l’autoconsapevolezza, il pensiero astratto, la cooperazione e capacità di pianificazione, le abilità simboliche, la musica e la danza.

Alla base di questi aspetti ci sono fondamenti cognitivi che sono stati documentati sul piano morfologico (paleoneurologico), archeologico ed etnografico. Si tratta di modelli universali umani che si estendono alle norme sociali, al linguaggio articolato e, in una parola, alla cultura. 

La base genetica per l’emergere della creatività negli esseri umani moderni rimane un mistero anche alla luce del fatto che il sequenziamento dei genomi di scimpanzé e Neanderthal, i nostri parenti ominidi più stretti, ha mostrato che condividiamo con i primi il 99% del DNA (su 3 miliardi di basi soltanto 30 milioni sono diverse, l’1%).  Per quanto riguarda i Neanderthal, cioè gli ominidi che vissero in un periodo compreso tra i 200.000 e i 40.000 anni fa, il è stato dimostrato che il 4% del loro genoma è presente nel patrimonio genetico di Homo sapiens.

I metodi basati sui dati hanno permesso di scoprire l’esistenza di reti di geni che distinguono i tre principali sistemi della moderna personalità umana e della sua adattabilità: reattività emotiva, autocontrollo e autocoscienza. Ora sono stati identificati quali di questi geni sono presenti negli scimpanzé e nei Neanderthal.

I risultati ottenuti nelle analisi separate di tre genomi di Neanderthal hanno permesso di scoprire che essi avevano quasi gli stessi geni per la reattività emotiva degli scimpanzé, ed erano intermedi tra gli umani moderni e scimpanzé nel loro numero di geni, sia per l’autocontrollo che per l’autoconsapevolezza.

Ma la scoperta più sorprendente è che 267 geni si trovano solo negli esseri umani moderni e mancano sia negli scimpanzé, che nei Neanderthal.

Il 95% dei 267 geni selezionati positivamente dall’evoluzione e trovati solo negli umani moderni, non sono codificanti per proteine e regolano la co-espressione di molti altri geni codificanti proteine; sono geni che lavorano in reti coordinate che sono alla base delle capacità uniche dell’uomo, dei suoi comportamenti e delle caratteristiche che favoriscono il suo benessere, tra cui l’autoconsapevolezza, la creatività, il comportamento prosociale e una sana longevità.