Il vero volto del coronavirus

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di Luigi Picheca

La fantascienza ha spesso precorso i tempi facendosi premonitrice di tanti eventi che poi si sono puntualmente verificati nella realtà. Nella famosa serie di Star Trek, ad esempio, si è visto come la globalizzazione dell’Universo possa portare a contatto diretto realtà e popoli diversi che, oltre ad avere scambi culturali e sociali, possano contagiarsi a vicenda con malattie infettive sconosciute.

Del resto anche la scoperta dei nuovi Continenti ha avuto come conseguenza oltre che conoscenze anche la diffusione di virus ed epidemie che hanno seminato la morte nelle popolazioni locali .

Questo si sta verificando oggi attraverso la promiscuità resa possibile grazie alla globalizzazione del pianeta, che ha facilitato enormemente gli spostamenti di coloro che sono diventati i pendolari intercontinentali della nuova era.

Probabilmente i tempi corrono più veloci di quello che l’uomo è capace di prevedere o forse l’uomo non si sa adeguare bene ad essi. Così si fa cogliere impreparato ad affrontare ancora una volta le situazioni che si verificano nel mondo e subisce gli effetti di tutto ciò a livello economico, sociale e delle patologie che si diffondono, uscendo dai confini che fino a qualche tempo fa facevano da argine naturale.

Un esempio di questo tipo lo stiamo vivendo in questo momento con l’epidemia del coronavirus che sta contagiando molte zone del mondo a partire dalla Cina, dove ha avuto origine. Proprio dalla Cina, il paese in cui si concentrano le attività commerciali e produttive del mondo e dove corrono i pionieri dell’Eldorado del nuovo Millennio. Inoltre i cinesi hanno visto aumentare il loro tenore di vita e ciò alimenta un turismo dei più fiorenti ed appetibili, che fa gola a tutti e che forse ha facilitato la diffusione della patologia in questione.

Luigi Picheca ci mostra simpaticamente, con la sua consueta ironia, la “coronavirus”

È da giorni che i giornali e i notiziari delle tv si occupano di questo e, oltre a darci buoni consigli sul come difendersi dal contagio a livello preventivo e igienico, ci hanno mostrato il coronavirus nel suo aspetto che ricorda la forma di un riccio di mare. Però non hanno ancora mostrato il volto delle potenziali vittime di questo virus, visi forse troppo comuni per meritare l’onore della cronaca ma molto più familiari a chi vive a contatto con i malati più a rischio, quelli come me che già lottano con patologie che li rendono più deboli fisicamente ma che non si arrendono mai.