Immi-grati e imm-ingrati

di Marco Riboldi

Questo intervento  mi pesa molto, perché so già che la possibilità di equivoci e strumentalizzazioni è altissima. Ma sono stanco di sentire parole che, secondo me, pur con le migliori intenzioni, altro non fanno che spingere gli italiani ad assumere posizioni estreme.Mi allarma certa retorica sulla accoglienza, perché, secondo me, è pericolosa proprio per chi vorrebbe trasmettere una visione generosa e solidale. Mi allarma che senza volerlo tanti aprano la strada alle visioni più discriminatorie.

Intendo qui chiarire quella che per me è una questione importante, per chi non vuole soggiacere al tempestoso vento di destra che sta soffiando sull’Italia.

Credo che si possa far qualcosa separando i problemi differenti, che non possono essere affrontati in maniera uguale.

Io non credo che gli italiani siano contro la accoglienza. Ma credo che si siano fatti enormi errori nel modo di accogliere.

Cosa infastidisce  gli italiani fino al rigetto della tradizionale generosità delle nostre genti?

In prima battuta, non gli immigrati in genere, non i neri o gli arabi o le persone provenienti da altri paesi,   dalla Finlandia all’Australia, in genere. Figurarsi se abbiamo qualcosa contro chi viene in Italia e, grato alla sorte che dà  la possibilità di lasciarsi alle spalle guerre, dittature, miserie, si impegna per costruirsi un futuro migliore.

Ma  gli altri, quelli che  non hanno questa gratitudine nei confronti della sorte e mettono in atto comportamenti inaccettabili e, quel che è peggio, quasi incoraggiati dal nostro modo di agire?

Invece di limitarsi a discettare sulle migrazioni epocali e sui massimi sistemi, vogliamo cominciare ad affrontare temi un po’ più vicini al quotidiano?

Allora vogliamo dire che è impensabile che un cittadino italiano accetti che decine di persone illegalmente presenti sul suolo italico ciondolino nelle strade, nelle piazze e nei giardini pubblici utilizzandoli come spazi propri e come servizi igienici?

Vogliamo dire che è inaccettabile che si tollerino illegalità manifeste come l’accattonaggio con bambini, il commercio abusivo (per di più spesso di oggetti contraffatti), l’uso di mezzi pubblici senza pagamento del biglietto?

Non so quali siano le disposizioni che ricevono le nostre forze dell’ordine, e posso capire una certa prudenza  che evita di peggiorare alcuni incidenti : ma so che quando si vedono decine di venditori abusivi su un molo a poche decine di metri da una caserma della Guardia di Finanza, quando si vede che decine di venditori abusivi aggrediscono  un’auto dei carabinieri in Piazza dei Miracoli a Pisa ( non in un vicolo oscuro di una cittadina deserta),  quando insomma si assiste ad una palese violazione della legge, senza un adeguato intervento riparatore, la reazione è quella di sentirsi abbandonati dallo stato.

E questo porta al timore, alla esasperazione, alla xenofobia.

Possiamo davvero pensare che sia ancora tollerabile una gestione della giustizia ( e/o una legislazione relativa) che lascia continuamente a piede libero chi commette reati che sono piccoli solo per chi non li subisce?

Alla notizia che una persona diciannovenne di origine rom (ma fosse lappone o svizzera sarebbe lo stesso)  è stata fermata e giudicata una ventina di volta per furti e sempre rimessa in libertà, anche il più mite dei nostri concittadini comincia ad sentire crescere in sé idee che non può condividere.

Potrei continuare a lungo: credo però di aver spiegato quel che intendo dire.

Ribadisco che la cornice del mio discorso non è di allarme per il fenomeno della migrazione: è di allarme per la incapacità delle componenti progressiste della nostra politica e della nostra società civile di offrire una soluzione che non spinga i cittadini italiani nelle braccia della destra. 

Sono solo io a sentire un consenso vastissimo nei confronti del ministro Salvini?

Chiedo a chi fa politica nel segno della solidarietà e della apertura ai deboli del mondo di prendersi cura di questi problemi e di queste paure dei cittadini.

E’ inutile raccontarci rassicuranti statistiche: il razzismo nasce da ciò che la gente sente in sé come minaccia. E’ a questa necessità di rassicurazione che la politica democratica deve rispondere, se non vuole che le risposte vengano da altri e che siano meno rassicuranti per il futuro di tutti.

Si faccia una azione decisa contro questo clima di  impunità nei confronti delle violazioni delle leggi, da qualunque parte  queste violazioni provengano, e  sono convinto che il sentimento di ripulsa verso gli immigrati (oggi, ci piaccia o no,  dominante nell’elettorato) si ridimensionerà.

Una noterella finale (che riguarda una questione diversa, o forse no)

Quando poi si parla di rispetto di  tutte le norme, anche di quelle del semplice vivere civile, è chiaro che dobbiamo essere tutti disponibili ad un cambio di marcia.

Le simpatiche famiglie italiane che stazionano in spiaggia, solitamente impegnate in conversazioni di livello  intellettuale imbarazzante, non possono acquistare oggetti a quattro soldi dai venditori abusivi e poi lamentarsi della immigrazione. Chi se la prende con “la Polizia che non fa niente”, poi non deve lamentarsi della multa per “pochi km all’ora in più”: se vogliamo più Stato al nostro fianco, lo vogliamo sempre, non a corrente alternata.

Conosco persone pronte a filippiche senza pari contro la “inciviltà degli immigrati” che non metterebbero le cinture di sicurezza posteriori o il guinzaglio e la museruola la loro cane (dove previsto) neanche se minacciate. E visto che sono buono, non tocco l’argomento di altri doveri nei confronti dello stato, tipo l’obbligo di pagare le imposte e le tasse.

Perché dobbiamo convincere prima di tutto noi stessi che la eccezione non conferma la regola, la distrugge (sul significato autentico del noto proverbio parleremo un’altra volta).

 

 

 

 

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