In Islanda la parità di salario è legge

Con l’inizio del 2018 in Islanda é entrata in vigore la nuova legge che impone alle imprese pubbliche e private di garantire la stessa retribuzione ai dipendenti, in quello che sarebbe il primo requisito del genere nel mondo.
 
La legge implica che le società e le istituzioni di una certa dimensione, 25 o più dipendenti, forniscano una certificazione dei loro programmi di parità salariale, con l’intento di colmare definitivamente il divario salariale tra uomini e donne.
 
L’ Islanda è giá al primo posto nell’indice mondiale del divario di genere nel 2015 del World Economic Forum, seguito dalle nazioni nordiche norvegesi, finlandesi e svedesi; tanto é vero che quasi il 50% dei legislatori in parlamento sono donne. La proposta di legge ha avuto il sostegno sia del governo di coalizione islandese di centro-destra, sia dell’opposizione.
 
Il ministro degli Affari Sociali e uguaglianza, Thorsteinn Viglundsson ha riconosciuto che la legge è stata “onerosa”, stabilendo nuovi obblighi per l’economia e le imprese del paese scandinavo ma ha anche sottolineato che i benefici sono evidenti.
 
L’economia islandese si sta crogiolando nel fulgore del turismo in ascesa e in un fiorente settore della pesca, con una crescita dell’11% nel primo trimestre di quest’anno, dopo una crescita dell’intero anno del 7,2% nel 2016.

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