Incontrarsi in ambulanza: Medici Senza Frontiere in Sierra Leone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Una delle attività che facciamo qui è quella di trasferire mamme, donne incinte e bambini sotto i 5 anni da posti molto remoti nei nostri centri di salute.

Spesso capita infatti che i pazienti arrivino in clinica trasportati su motociclette perché sono gli unici mezzi disponibili nei villaggi vicini. Il viaggio precario però mette a rischio le loro condizioni mediche già gravi rendendo spesso necessario il trasferimento d’urgenza nel nostro ospedale di Magburaka. Non di rado capita infatti che le donne partoriscano durante il viaggio, in zone remote e senza nessuna assistenza.

In questo momento abbiamo solo due ambulanze per riuscire a sostenere il bisogno di tutta questa popolazione. Per questo motivo capita che le storie dei pazienti più gravi che hanno bisogno di essere trasferiti d’urgenza si intreccino in modo imprevedibile o che un’ambulanza già a metà strada debba fare marcia indietro per recuperare più pazienti.

È quello che è successo a Mohammed, un bambino di solo 3 settimane gravemente malnutrito poiché sua mamma non riesce ad allattarlo. Mohammed doveva essere subito trasferito con un’ambulanza nell’ospedale più vicino. Poco dopo la sua partenza però, in clinica è arrivata anche Mariathu, 16 anni, subito considerata molto grave perché aveva già perso tanto sangue. Non avendo altri mezzi a disposizione l’ambulanza su cui era in viaggio Mohammed con sua mamma è stata richiamata indietro per far spazio alla barella con Mariathu, cosciente ma debolissima. Insieme hanno condiviso un viaggio non facile, lungo 3 ore, ma abbiamo cercato di fare il possibile per trasferirli entrambi in ospedale e dargli tutte le cure di cui hanno bisogno per star meglio.

Giornate così possono sembrare dure, ma le belle notizie non mancano.

Infatti, grazie a voi Sostenitori e al duro lavoro di Giulia e Simone abbiamo raggiunto dei traguardi importanti in cantiere. La costruzione del nuovo ospedale di Kenema procede velocemente: abbiamo finalmente ultimato il primo modulo prefabbricato che ospiterà il reparto di isolamento!

Noi ce la stiamo mettendo tutta per portare avanti questo progetto e grazie al vostro sostegno e al calore con il quale ci seguite presto vi faremo vedere un intero ospedale assemblato!

 

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