Isidora: una ‘rivoluzione’ nella cura domiciliare

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di Francesca Radaelli

Portare lo spazio del centro diurno tra le mura di casa. È questo l’obiettivo con cui, in tempo di Covid e distanziamento sociale, nasce Isidora, il nuovo progetto della cooperativa La Meridiana di Monza.

Un canale Tv dedicato all’assistenza domiciliare degli anziani.

O meglio, un nuovo spazio di relazioni e di cura.

Il progetto che, dopo Il Paese ritrovato, si preannuncia come un’altra ‘rivoluzione’, è stato presentato al pubblico ieri in una conferenza stampa condotta da Fabrizio Annaro e trasmessa in diretta Facebook, che ha visto la partecipazione di numerose autorità amministrative del territorio brianzolo.

L’idea: un centro diurno dentro casa

Isidora è un canale televisivo accessibile tramite un apposito dispositivo tecnologico, che utilizza strumenti della telemedicina, come la misurazione in tempo reale del grado di saturazione del sangue e raccoglie informazioni sanitarie sul paziente. Ma propone anche svago, notizie, attività cognitive e motorie interattive: insomma, un vero e proprio centro diurno ‘a distanza’. 

Roberto Mauri

“Da qualche tempo, prima che scoppiasse la pandemia, con il team della cooperativa, avevamo avviato una riflessione sull’uso della tecnologia nella cura e assistenza domiciliare”, racconta Roberto Mauri, direttore della Cooperativa La Meridiana. “Il Covid ha non solo impresso un’accelerazione, ma letteralmente fatto esplodere il bisogno di raggiungere gli anziani all’interno delle mura domestiche. Così, nel giro di sei mesi abbiamo creato Isidora. Dopo una prima fase sperimentale, ora abbiamo coinvolto gli utenti dei due centri diurni gestiti da La Meridiana: Il Ciliegio a Monza, all’interno del Paese Ritrovato, e quello Cascina Costa Bassa nel Parco di Monza”.

Un’esperienza che ha cambiato in meglio la vita domestica, come confermato dalla testimonianza di Milena Brambilla, che ha raccontato come progressivamente l’appuntamento giornaliero con Isidora sia diventato un punto fermo della quotidianità dei propri anziani genitori.

Telemedicina e intrattenimento

Ma come funziona Isidora? Agli utenti viene fornito un mini PC connesso alla TV o un tablet, su cui è installata l’applicazione, ad opera di tecnici certificati di Meridiana che si occupano in seguito anche dell’assistenza, qualora ce ne fosse bisogno. 

Come spiega Cinzia Negri, geriatra ed esponente del Comitato Scientifico,  Isidora è uno strumento prezioso anche per chi si prende cura delle persone anziane: “Prevede, oltre alle attività personalizzate e di gruppo, anche  il tele monitoraggio quotidiano dei più significativi parametri vitali in continuo contatto con il medico di base.  Svolge un ruolo di supporto per i familiari e i  caregiver che svolgono un ruolo importante  di supporto nella gestione  delle problematiche della persona anziana soprattutto se affetta da decadimento cognitivo”. 

Marco Fumagalli

Oltre alle trasmissioni del canale Tv sono previste anche videochiamate giornaliere con gli operatori dei centri diurni, individuali o di gruppo.  “Isidora è un luogo, uno spazio, in cui ritrovarsi anche a distanza, in modi creativi”, spiega Marco Fumagalli, educatore della Cooperativa. “E’ una bella sfida anche per le figure professionali della nostra cooperativa. Ci stiamo mettendo in gioco per trasferire in digitale il nostro know how, sperimentando nuove forme di comunicazione ma anche nuovi contenuti. Come nel nostro dna, siamo aperti al contributo dei volontari. Apprezziamo molto il profilarsi di nuovo tipo di volontariato: più maturo, preparato, anche nell’uso della tecnologia e pronto a mettersi in gioco in questa nuova avventura digitale”.

Un “cannocchiale” per il futuro della cura domiciliare

Uno spazio costruito attraverso la tecnologia digitale, dunque, ma che porta il nome di una città. Isidora è infatti una delle città invisibili immaginate da Italo Calvino, una città della memoria, “in cui si fabbricano cannocchiali e violini”. Cannocchiali attraverso cui accorciare le distanze. Ma anche cannocchiali attraverso cui guardare al futuro.  Figlio di una pandemia che ha messo nel mirino proprio le persone più anziane e ha imposto la chiusura dei centri diurni,  infatti, il nuovo progetto si presenta come una vera e propria rivoluzione nella cura degli anziani, attraverso cui guardare al futuro da una nuova prospettiva.

Marco Trabucchi

Lo sottolinea una vera e propria autorità di questo campo:  Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, fra i massimi esperti di geriatria in Italia ed all’estero. Nel suo intervento Trabucchi evidenzia una serie di ‘punti forti’ del progetto. La personalizzazione e il rispetto dell’individualità della persona. La possibilità di attivare attraverso Isidora una relazione privilegiata con il medico di medicina generale, con un ricorso minore ai servizi sanitari: “Il futuro della cura degli anziani guarda in questa direzione”, afferma. L’intervento contro la solitudine, “vera e propria nemica del corpo e della mente” per le persone anziane e ancor di più in tempi di Covid. L’attivazione di relazioni, non solo con i familiari, ma anche con l’ambiente esterno della città e con il mondo del volontariato.

Potenzialità e replicabilità

Potenzialità che hanno attirato l’interesse di amministrazioni comunali ed enti impegnate nella cura degli anziani. Sono infatti intervenuti alla conferenza stampa i rappresentanti dei partner del progetto: Filippo Viganò della Comunità della Salute  e Felice Scalvini della Fondazione Garzanti. Presenti anche diverse autorità del territorio: Fabrizio Sala, il vice presidente e assessore per la Ricerca di Regione Lombardia, Silvano Casazza, direttore di ATS Brianza. Partecipano anche i sindaci dei due comuni brianzoli che prevedono di implementare Isidora nei prossimi mesi: Dario Allevi, sindaco di Monza, e Concettina Monguzzi, sindaco di Lissone (in collegamento insieme all’assessore Anna Maria Mariani).

Ad essere particolarmente apprezzata da partner e istituzioni, oltre alla capacità de La Meridiana di essere sempre “un passo avanti”, è soprattutto la flessibilità della proposta. Isidora potrebbe essere allargata e replicata, attraverso la costruzione di nuove alleanze sul territorio brianzolo, lombardo, e forse non solo. Lo sottolinea lo stesso Roberto Mauri in conclusione: “Sono le relazioni con il territorio il punto chiave intorno a cui ruota il futuro del progetto e la sua replicabilità. Potenzialmente una piattaforma come Isidora può avere un impatto ancora maggiore di quello del Paese Ritrovato”.

Da sinistra: Dario Allevi, Fabrizio Sala, Roberto Mauri, Cinzia Negri, Silvano Casazza

Isidora è dunque la città dei suoi sogni: con una differenza. La città sognata conteneva lui giovane; a Isidora arriva in tarda età. Nella piazza c’è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi.

 Da Le Città Invisibili di Italo Calvino

Il video della conferenza stampa è disponibile qui