Italia a bocca asciutta dopo l’ ”abbuffata”

ginnastica

di Luigi Losa

E venne il giorno in cui l’ Italia restò a bocca asciutta. Dopo dieci giorni di gare infatti e dopo l’”abbuffata” ferragostana (due ori, due argenti e un bronzo tra domenica e lunedì) a Rio il secondo martedì olimpico è stato di magro e di digiuno per i colori azzurri. Il medagliere si è fermato a 23 (otto ori, nove argenti, sei bronzi) smorzando entusiasmi che stavano diventando forse troppo eccessivi. Sono sfumate medaglie sulle quali si puntava, dalla vela alla gara di fondo del nuoto sui 10 chilometri, ma soprattutto l’amaro in bocca è rimasto per quel mezzo passettino indietro con il quale Vanessa Ferrari, la più forte ginnasta italiana di tutti i tempi quanto forse la più sfortunata, ha concluso il suo esercizio nella finale di specialità del corpo libero.

Inarrivabili certo le due americane Simone Biles (la nuova stella mondiale della ginnastica artistica con 4 ori e un bronzo, dalla gara a squadre all’individuale, dal volteggio al corpo libero con un intoppo solo alla trave che le è valso solo il terzo posto) e Alexandra Raisman (un oro e due argenti ma vincitrice proprio nel corpo libero a Londra 2012) ma la Ferrari dopo la delusione di Londra quando era stata classificata sempre al quarto posto (pur con lo stesso risultato della russa Alya Mustafina premiata però per una questione regolamentare), si è dovuta arrendere stavolta alla britannica Amy Tinkler (due i decimi di differenza). E le lacrime sono state ancora più struggenti perché quella di Rio era per lei la terza e ultima Olimpiade (a Pechino dove pure era arrivata da campionessa mondiale fu menomata da un infortunio).

La medaglia di legno di Vanessa (una delle tante, troppe dell’Italia a questi giochi) fa il paio per la statura dell’atleta con quella pure fin troppo attesa di Federica Pellegrini nel nuoto.

Nella giornata infausta degli italiani ci stanno anche il sesto e settimo posto di Simone Ruffini e Federico Vanelli nella dieci chilometri del nuoto di fondo conclusasi incredibilmente con un’altra volata da fotofinish, nella quale i due italiani sono rimasti ai piedi del podio per un soffio. Di fatto il contrario di quanto era accaduto il giorno prima a Rachele Bruni medaglia d’argento nella stessa maratona di nuoto al femminile: nel rocambolesco sprint finale dietro la vittoriosa olandese Van Rouwendaal, l’italiana era stata sopravanzata dalla francese Aurelie Muller subito squalificata per una palese irregolarità immortalata dalle immagini video. Così la Bruni è stata giustamente promossa al secondo gradino del podio (‘san giuan fa minga ingan, una volta tanto).

Non meno sorprendenti le due medaglie d’oro: la seconda di Niccolò Campriani stavolta nella carabina 50 metri tre posizioni (in cui aveva già vinto a Londra) dopo quella nella carabina 10 metri. Campriani ha vinto all’ultimo tiro quand’era ormai convinto di averlo quasi ‘ciccato’ ed era dunque pronto per l’argento, ma il suo rivale, il russo Kamenskij ha fatto peggio regalandogli una doppietta di medaglie d’oro storica.

E che dire di Elia Viviani trionfatore nella gara omnium di ciclismo su pista, sei prove durissime superate in crescendo sino alla maratona della gara a punti dove è pure caduto travolto da un coreano. Tornato in pista l’azzurro ha concluso la gara da dominatore scoppiando poi in un pianto dirotto di felicità.

Stesse lacrime, anche se più contenute rispetto ad una settimana prima quando aveva vinto l’argento nel sincro con Francesca Dallapè, per Tania Cagnotto che si è presa la definitiva rivincita nella gara individuale di tuffi dal trampolino (l’ultima più che annunciata della sua lunga carriera piena di medaglia ma a cui mancavano proprio e solo quelle olimpiche malgrado la partecipazione a ben cinque edizioni) strappando la medaglia di bronzo all’ultimo tuffo (il migliore in assoluto che le è valso il record personale di punti) alla canadese Jennifer Abel. Inarrivabili come sempre le due cinesi, a proposito delle quali si è poi assistito alla simpatica quanto commovente proposta di matrimonio in diretta tv e in mondovisione da parte del nuotatore Quin Kai (bronzo nel sincro da tre metri) alla fidanzata He Zi fresca di medaglia d’argento e ovviamente sorpresa e scoppiata in lacrime. L’ultima medaglia d’argento ferragostana è stata, nella scherma, della squadra maschile di spada (Garozzo, Pizzo, Fichera, Santarelli) battuta nettamente dalla Francia. Un secondo posto che non riscatta la mezza debacle dell’Italia (un oro e tre argenti) in uno sport, la scherma, dove ha sempre dettato legge.

Ma è anche la legge dello sport con tutte le sue sorprese più belle che brutte per fortuna. Ma ancor più con tante storie di uomini e donne protagonisti per un giorno grazie al loro impegno e alla loro tenacia oltre che alla loro bravura. E che è quello che rende ancora le Olimpiadi una bella e grande kermesse.

Luigi Losa

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