Italia diva del cinema: Venezia

di Mattia Gelosa

Se fosse una donna, Venezia sarebbe come minimo ambigua: una figura sensuale, austera, elegantissima di giorno, ma capace di diventare tenebrosa e inquietante di notte.

La città lagunare, infatti, è stata filmata in questa sua duplice forma e ha fatto non a caso da sfondo a storie romantiche e assolate, quanto a scene inquietanti e ricche di tensione.

Molti sono i capolavori della letteratura ambientati fra le calli veneziane e alcuni sono finiti sullo schermo per mano di grandi maestri, primo fra tutti Orson Welles.

Nel 1950 realizza “Othello” dopo sforzi immani e ben 5 cambi di attrice per la parte di Desdemona! La produzione fu travagliata sotto tutti i punti di vista, ma il risultato è un film visionario che mostra il fantastico tocco del regista. Disponibile in ogni formato, vi possiamo anticipare solo una piccola clip:

Sempre il genio americano nel 1969 volle tornare a rappresentare il suo amato Shakespeare nella città italiana, stavolta con “Il mercante di Venezia”. Anche quest’opera fu però travagliata e rimase incompiuta, ma ne restano frammenti come il seguente, ancora con lo stesso Welles che si sdoppia fra la regia e la recitazione:

Il regista coglie della città il suo essere perennemente simbolo di precarietà: le sue acque mobili paiono rendere le abitazioni instabili, quasi che Venezia sia qualcosa di effimero e, per questo, un simbolo della caducità della vita. Ponti, colonnati, scalinate e grate la rendono ostile, soffocante, labirintica e claustrofibica: la visione pessimistica di Welles non si fa ingannare dalla Venezia solare e preferisce invece sottolinearne il suo lato più angosciante, decisamente riuscendoci.

Nel 2004 il capolavoro shakespeariano torna sugli schermi grazie a Michael Radford e ad un immenso Al Pacino: come si evince dal trailer, Venezia è presente in tutte le sue sfumature e la ricostruzione dei costumi e degli ambienti d’epoca è perfetta.

Il dark side lagunare è uno sfondo perfetto anche per diversi thriller, fra i quali ricordiamo il bel “Chi l’ha vista morire?” di Aldo Lado (1972), con musiche di Ennio Morricone, il più recente “The tourist” con Angelina Jolie e Johnny Depp (2010) e “Inferno” di Ron Howard. Si tratta di opere non indimenticabili, ma almeno gli ultimi due film hanno davvero fatto pubblicità all’immagine veneziana, in particolare quello con la coppia Depp-Jolie:


 

Come recita questo altro trailer che proponiamo, uno dei migliori affreschi storici di tutti i tempi che è “Senso” (1954) di Luchino Visconti, una storia d’amore struggente che si muove fra i campi di battaglia del Risorgimento e i salotti nobiliari della Serenissima. Cast, regia, scenografia e costumi fanno di questo lavoro un caposaldo.

La città piacque molto al “conte rosso” e nel 1971 replicò con “Morte a Venezia” di Thomas Mann, opera con cui vinse persino il Festival di Cannes!

L’altro maestro italiano che ha solcato le calli e le ha immortalate a suo modo è Federico Fellini, regista poliedrico e onirico dalla personalità così forte che nel suo “Il Casanova di Federico Fellini” (1976) decide di ricostruire a Cinecittà non Venezia in sè, ma la sua anima: ne esce un complesso di edifici affacciati su un canale cupo, al punto che anche il Carnevale pare una festa funerea.

Sotto un cielo nero e senza stelle, maschere che paiono fantasmi assistono al tentativo di riportare a galla una vecchia statua gigante.

La scena, che apre il film, è stata già di per sé uno sforzo produttivo enorme, ma resta impressa nella memoria per la sua bellezza e la sua atmosfera surreale:

Per fortuna, qualcuno ha anche ironizzato sulla Serenissima, togliendole un po’ di quella patina di austerità e di raffinatezza che di solito viene messa in luce nelle scene diurne.

A parodiare letteralmente Venezia è Neri Parenti nel 1988 grazie al personaggio inimitabile di Fantozzi e a una delle sue tante disavventure. In “Fantozzi va in pensione” il mitico ragioniere decide di dedicarsi finalmente al relax e al turismo del Bel Paese (lo ritroveremo anche noi, più avanti, infatti!) e Piazza San Marco era una delle mete che la truppa, guidata dal precisissimo Filini, non poteva saltare.

Ecco come è andata!


 

Insomma, grazie al famosissimo festival e alle moltissime pellicole che la vedono di sfondo, anche Venezia rientra fra le protagoniste indiscusse del cinema!

 

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