Jerome K. Jerome, grande maestro di humor

di Francesca Radaelli

“Amo il lavoro; mi affascina. Potrei star seduto a guardarlo per ore”

Maestro di umorismo letterario celebre in tutto il mondo grazie ai suoi ‘tre uomini in barca’,  Jerome Klapka
Jerome
nasceva a Walsall in Inghilterra il 2 maggio del 1859, quarto figlio di Jerome Clapp, che in seguito modificò il proprio nome in Jerome Clapp Jerome (il nome Klapka sarà poi assunto in onore del generale ungherese György Klapka, eroe della rivoluzione del 1848-49).

Il padre conduceva una serie di attività minerarie, e proprio il fallimento di queste spinse la famiglia a trasferirsi nella periferia di Londra. L’autore di Tre uomini in barca è passato alla storia come un cantore dell’ozio, di un mondo di ironici scansafatiche  borghesi, ma in realtà Jerome, rimasto orfano a 14 anni,  in gioventù svolge tantissimi lavori diversi, tra cui anche quello di attore all’interno di una compagnia teatrale, prima di intraprendere l’attività di giornalista e di scrittore che lo porta, nel 1892, a dirigere il mensile ‘The Idler‘, cui collaborano scrittori come Mark Twain e Arthur Conan Doyle. 

Il primo successo editoriale di Jerome come autore letterario è invece Pensieri oziosi di una persona oziosa, una raccolta di 14 racconti e brevi saggi di taglio umoristico, preceduti da una dedica molto particolare, all’inseparabile compagna di ozi dell’utore: la sua pipa.

Ma il romanzo che lo rende celebre in tutto il mondo è Tre uomini in barca (per non parlar del cane), pubblicato nel 1889.  L’anno precedente Jerome si è sposato con Georgina Elizabeth Henrietta Stanley Marris (chiamata anche Ettie): i due partono in viaggio di nozze a bordo di una barchetta, con la quale i novelli sposi navigano lungo il fiume Tamigi

Proprio dal viaggio fatto durante la luna di miele arriva l’ispirazione per Tre uomini in barca, che racconta le disavventure, assai poco romantiche ma molto divertenti, dei tre amici J.,Harris e George, e del loro cane Montmorency, durante un’analoga navigazione sul Tamigi, mai avvenuta nella realtà, anche se i protagonisti del viaggio sono l’autore stesso e due amici reali dello stesso Jerome. In origine il libro avrebbe dovuto essere una sorta di guida turistica per la navigazione del fiume e contiene anche una serie di puntuali descrizioni dei luoghi attraversati, una vera e propria fotografia della campagna inglese dell’epoca.

Ma il successo è dovuto al carattere umoristico della narrazione, alle numerose divagazioni, ai dialoghi divertenti e spassosi, al racconto di una serie di episodi esilaranti come quelli ormai proverbiali dello zio Podger alle prese con un quadro da appendere, di George che suona il banjo, della battaglia con una scatoletta di ananas. Nella sola Inghilterra il libro vende all’epoca un milione e mezzo di copie.

Lo stesso spirito scanzonato si ritrova nel succesivos Tre uomini a zonzo, romanzo che vede i tre amici impegnati questa volta in un viaggio in bicicletta attraverso la Germania. Jerome muore il 14 giugno 1927 a Londra, dopo aver partecipato come volontario, negli anni precedenti, al primo conflitto mondiale.

 

 

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