Koinè e il 25 aprile… moltiplicato per dodici

Moltiplicare per dodici il 25 aprile.

Dare la possibilità, alla Festa della Liberazione,  di ritornare per dodici volte, una volta ogni mese, nel corso di un anno intero.

Il progetto si chiama ‘25xdodici+uno’ e l’idea è venuta agli artisti Gruppo Koinè di Lissone.

Enzo Biffi, Antonello Sala, Ermenegildo Brambilla, Marco Gaviraghi Calloni, Mariangelo Cazzaniga, Andrea Cereda, Dario Cogliati, Valeria Codara, Piero Macchini, Giacomo Nicola Manenti, Michele Salmi: undici artisti, attivi nell’area del nord di Milano, che operano con linguaggi espressivi diversi ma la comune volontà, un po’ ostinata, di collocarsi ‘al di là e al di fuori’ dei circuiti “ufficiali” dell’arte contemporanea e delle logiche economico-commerciali che troppo spesso la pervadono.

Questa volta hanno avuto l’idea di ‘liberare’ la Festa della Liberazione. Di liberarla dalla dimensione di “anni”-versario. Di fare in modo che  possa diventare una ricorrenza che ritorna allo scoccare del 25 di ogni mese, per un anno intero.

L’idea di ricostruire, mese dopo mese, un presidio permanente e itinerante, a memoria della lotta partigiana e della Liberazione dall’occupazione nazifascista. Due avvenimenti  che hanno condotto alla nascita della Repubblica italiana e che ne costituiscono il fondamento storico.

Ma l’idea forse è anche, in un certo senso, quella di  destrutturare la data simbolo dell’insurrezione dell’Italia contro il nazifascismo. Un giorno e un mese, il 25 di aprile, che sono diventati una formula, sinonimo essa stessa di ‘Liberazione’. Una formula che forse oggi rischia di essere ripetuta un po’ stancamente anno dopo anno, cerimonia dopo cerimonia. Mentre invece porta in sé un significato storico che merita di essere restituito all’attualità e alla quotidianità, giorno dopo giorno. O almeno, mese dopo mese.

Il progetto di Koinè è semplice:  un intervento artistico collettivo il giorno 25 di ogni mese. Per un intero anno e in vari luoghi. Da domani fino al 25 aprile 2019. Dodici giorni più uno.

Si comincia da Mezzago domani, 25 aprile, presso la torre di Palazzo Archinti, dalle 10 alle 13.

Si preannuncia un 25 aprile inedito …  che non durerà un giorno ma sarà l’inizio di un nuovo anno. O meglio di dodici mesi. Più uno.

 

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