La Croce di Lampedusa

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Croce di LampedusaQuando osserviamo e contempliamo la Croce di Gesù ripensiamo alla sofferenza disumana che Egli ha provato. Gesù è Dio fatto uomo, innocente tra gli innocenti, e guardandoci dal cielo ci abbraccia. Davanti a Dio siamo tutti fratelli! Lui non prova indifferenza di fronte alla sofferenza dei suoi Figli e sul Suo esempio dovremmo accogliere tra le nostre braccia i profughi dell’Egitto, della Libia, della Siria, ecc. Ecco cosa simboleggia per me la Croce di Lampedusa. Questa croce è stata realizzata con il legno degli scafi che hanno condotto sulle coste italiane uomini e donne con la speranza di trovare pace e serenità. E’ gente che ha speso tutto ciò che possedeva per pagare questo “viaggio” perdendo tutto… tranne la speranza. Il mare però non è sempre amico, è traditore, e Dio solo sa perché questi nostri fratelli invece di trovare la pace terrena hanno trovato la morte.

Mariaelena

 

In questo periodo sta girando per l’Italia la Croce di Lampedusa, cioè una croce verniciata di azzurro e rosso che è stata fatta da un falegname di Lampedusa con i legni delle barche usate dai migranti per raggiungere le nostre coste. I naufraghi sono prima di tutto persone che hanno abbandonato il loro Paese a causa delle situazioni di sofferenza e di fame in cui si trovavano, per cercare un po’ di pace e serenità altrove. Sono partiti alla ricerca di una vita migliore sperando di trovarla nel paese ospitanti. Ma noi siamo capaci di essere accoglienti nei confronti dei nostri fratelli?

La Croce ha toccato anche il nostro Centro come luogo dove si incontra sofferenza e si cerca di rimediare a situazioni dolorose in cui ci veniamo a trovare. Ma il nostro Centro non è solo luogo di cura ma anche luogo di incontro, di persone che per loro caratteristiche sono speciali.

Cristina

 

Ho visto un breve filmato sui migranti che sbarcano sulle coste di Lampedusa. Molti non ce la fanno e annegano, sono soprattutto donne e bambini. Sono rimasta in silenzio e a disagio. Piantata in terra nel giardino al Centro Diurno ecco la Croce, fatta con le assi dei barconi affondati. E’ una povera croce che mi sveglia da un sonno mortale e mi interpella come persona. Tornerò sanata grazie a tutti quelli che nell’anonimato hanno saputo “farsi prossimo” ai piccoli e me lo hanno insegnato.

Loretta

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