La Democrazia, parte prima

scuola-di-atenedi Luigi Picheca

La forma di Governo più ambita e desiderata dai popoli di ogni stato è certamente rappresentata dalla Democrazia. La forma che conferisce al popolo il Governo del Paese e gli conferisce il Potere Sovrano nella scelta delle Leggi e della loro applicazione richiede però un impegno politico da parte di tutti i cittadini che devono partecipare attivamente alla vita sociale di questi tipi di Governo.
Lo hanno confermato tanti osservatori della politica che ci hanno detto che questa tendenza si è andata via via perdendo nel tempo a causa dell’imperante degrado delle istituzioni che hanno determinato un allontanamento progressivo dei cittadini dall’entusiasmo  di una politica condivisa e soddisfacente.
Le antiche forme di Democrazia applicate alle popolazioni Greca e Romana ci fanno però capire che queste forme di “Governo del Popolo” siano belle ma difficili da sostenere, lo abbiamo imparato tutti nella nostra adolescenza studiando i libri di Storia, non appena i nostri cervelli sono stati in grado di comprendere e di elaborare questi importanti concetti.
Era straordinario capire quanto siano stati importanti quegli Uomini, eccelsi pensatori e filosofi, che hanno ispirato questi nobili sentimenti sociali nelle primitive forme democratiche che già alcuni secoli prima di Cristo gettavano le basi di una vita sociale da prendere a modello.  Nobili intenti progressisti che avrebbero spinto il popolo francese, più di 2000 anni dopo, a mettere in atto una sanguinosa rivolta che è sfociata nella Rivoluzione che tutti ricordiamo e che ha ispirato gli americani a stilare la prima vera Carta Costituzionale liberale.
Principi davvero importanti che sancivano finalmente  i Diritti dei Liberi Cittadini e li garantivano attraverso l’emanazione di Leggi ben articolate e che decretavano la laicità degli Stati.
Concetti d’avanguardia che trovavano i loro fondamenti in un periodo storico che usciva da una condizione di estrema prostrazione di popoli aggiogati a poteri monarchici o dittatoriali che negavano ogni diritto di libera espressione da parte dei sudditi. Le moderne democrazie, di tipo generalmente rappresentativo, ossia elettorale, denunciano la loro fragilità derivante da una eccessiva forma di garantismo, forse creato ad arte, che favorisce il dilagarsi di comportamenti truffaldini da parte di tanti uomini chiamati a rappresentarci.
Inoltre c’è  da tener conto che un lungo periodo di pace, il più lungo della storia, ha fatto dimenticare alle nuove generazioni  il significato della conquista che i nostri nonni e bisnonni hanno pagato a caro prezzo e che i nostri padri hanno conosciuto nelle forme più caratteristiche.  (…continua la prossima settimana)

Luigi Picheca

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