‘La lezione’: il teatro dell’assurdo al Binario 7

LaLezione-aquaro01di Francesca Radaelli

È un insegnante con cui nessuno studente vorrebbe mai dover avere  a che fare quello che si è materializzato nel weekend appena trascorso sul palco del Teatro Binario 7 di Monza. Iracondo, irascibile e incomprensibile nei suoi assurdi voli pindarici. L’anziano e gobbo Professore de ‘La lezione ’ si aggira per il suo angusto appartamento, discorrendo infervorato di aritmetica, filologia e linguistica davanti agli occhi sempre più atterriti della malcapitata studentessa venuta a prendere ripetizioni.

A rispolverare il dramma di Eugène Ionesco, vero e proprio cult del teatro dell’assurdo, è il regista Valerio Binasco, che nello spettacolo, realizzato dal Teatro della Tosse di Genova, introduce alcune variazioni rispetto all’allestimento originario – la più evidente è la presenza di un servitore uomo, interpretato con grande efficacia comica da Franco Ravera, al posto della domestica del copione classico – e può contare su tre attori davvero ben affiatati.

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Il Professore impersonato dal bravissimo Enrico Campanati potrebbe rappresentare l’ideale incarnazione dei peggiori incubi dei giovani scolari di ogni tempo e luogo. L’interrogazione della studentessa, che si è rivolta a lui per  superare il ‘dottorato di sapienza generale’, parte da un banale “uno più uno?”, ma poi le domande diventano sempre più incomprensibili e le spiegazioni sempre più inquietanti, mentre cresce il disagio (e il mal di denti) dell’allieva sempre più perplessa e intimorita. La vivace parlantina della giovane (Elena Gigliotti), entrata come un turbine di vitalità nella casa silenziosa del vecchio e del suo maggiordomo, viene presto messa a tacere dal dirompente, esilarante, delirante e surreale eloquio del professore, che riempie l’intera stanza con parole e affermazioni sempre più comicamente strampalate.

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Parole difficili da seguire, come la logica sempre più folle e allucinata delle spiegazioni del vecchio. Parole che, con ampi gesti, il professore esorta l’allieva ad afferrare nell’aria, prima che cadano tragicamente nelle ‘orecchie dei sordi’. Parole che prenderanno corpo a tal punto da condurre la lezione al tragico epilogo che pone fine al dramma.

Lasciando nel pubblico, come ogni pezzo di teatro dell’assurdo che si rispetti,  non pochi interrogativi. Ma, forse, una certezza: l’ingenua ragazza che cercava in casa del professore la sapienza universale ha avuto la sua ‘lezione’.

francesca.radaelli@ildialogodimonza.it

 

 

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