La Lista. Salvare l’arte: il capolavoro di Pasquale Rotondi

di Daniela Zanuso

Se oggi possiamo ammirare e godere di tante meravigliose opere d’arte del passato è perché qualcuno ha pensato che ne avessimo diritto e per questo motivo ha  messo a repentaglio la propria vita per salvarle.

Ce lo ha raccontato Laura Curino venerdì sera al Teatro Manzoni di Monza

nella coinvolgente narrazione teatrale sulla vicenda di Pasquale Rotondi, uno dei tanti uomini sconosciuti che, con passione e grande amore per l’arte e la bellezza, ha interpretato il proprio ruolo di funzionario inteso come servizio alla cultura e alla comunità, perché le opere d’arte sono patrimonio di tutti.

Pasquale Rotondi aveva 32 anni quando,  poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale,  gli diedero l’incarico di mettere in salvo opere artistiche di valore immenso: Tiziano, Raffaello, Caravaggio, Giorgione, Masaccio, Mantegna, Tintoretto, Lotto, Tiepolo, il Tesoro di San Marco. Una lista di quasi 8000 opere d’arte. A quel tempo lui era funzionario dello Stato, soprintendente alla Belle arti di Pesaro e Urbino.

Con passione ed abnegazione Rotondi, dall’ottobre del ’39 alla fine della guerra, ha coordinato “Operazione salvataggio” e si è prodigato con caparbietà, astuzia ed intelligenza per salvare migliaia di opere d’arte dalle grinfie dei nazisti.  

La Rocca di Sassocorvaro dove Rotondi fece nascondere molte delle opere d’arte

Uno straordinario  debutto nazionale quello dell’attrice e autrice torinese. Senza utilizzare immagini e limitandosi a pochi effetti scenici, come alcuni annunci radiofonici dell’epoca, Laura Curino, ha incollato lo spettatore alla poltrona proponendo un racconto appassionato e ricco di suspense. E’ riuscita a trasportare lo spettatore nella vita del protagonista e fargli rivivere come in un film gli accadimenti di quel tempo. Un tuffo nella storia che ha imposto a tutti di tornare con la mente alla follia della guerra, alle grandi opere che Rotondo ha messo in salvo, alle sue relazioni famigliari e di lavoro, alle sue amicizie  (tra le quali Giulio Carlo Argan  che diventerà sindaco di Roma), al suo coraggio e alla generosità con le quali si è speso con fiducia e ottimismo.

Non infelicitiamoci prima del tempo” era una sua frase famosa che dice molto della personalità di Rotondi.

Il teatro che ci propone Laura Curino non è solo un teatro di narrazione, è un teatro che stimola il pensiero che rende partecipi. L’attrice riesce a trasmettere al pubblico un’energia straordinaria, uno slancio che stimola  le idee, che propone modelli positivi e  fa scoprire allo spettatore come non sia così difficile essere cittadini consapevoli di poter offrire il proprio contributo per giuste cause. 

Alla fine dello spettacolo Laura Curino, insieme al critico teatrale Valeria Ottolenghi e al Direttore artistico Paola Pedrazzini, si è intrattenuta con il pubblico e ha risposto ad alcune domande. Sicuramente un’attrice da seguire.

 

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