Con “La ragazza nella nebbia” torna grande il giallo italiano

di Mattia Gelosa

Ammettiamolo, a parte molte fiction dal sapore decisamente nostrano, il genere giallo/thriller in Italia spopola nelle librerie, ma viene ignorato dai grandi produttori cinematografici.

Difficile capire perché, ma senza dubbio “La ragazza nella nebbia ” fa tirare una bella boccata d’ossigeno a questo genere a cui tanto hanno dato in passato molti nostri connazionali come Argento, Lado, Fulci, Martino, Dallamano o Avati per citare i più famosi.

Curioso è che la regia tocchi a uno scrittore esordiente, ossia a quel Donato Carrisi che nel 2015 rese il romanzo omonimo un bestseller internazionale, ma ancora più stupefacente è che il risultato sia davvero di grande pregio per un film che convince non solo per quanto riguarda la sceneggiatura, ma anche per la parte estetica.

Nel paesino di Avechot, in una valle alpina chiusa, scompare la 16enne Anna Lou e a risolvere il caso viene chiamato l’ispettore Vogel (Toni Servillo), un uomo con pochissima etica professionale che mira solo a trasformare le sue operazioni in casi mediatici.

Ogni caso mediatico, però, vuole il suo “mostro” e questi spesso è solo un capro espiatorio: Loris Martini (Alessio Boni), placido e timido insegnante delle superiori, viene identificato come il sospettato perfetto per fare clamore e la trappola dell’accoppiata polizia-giornalisti viene subito attivata.

Ma chi ha davvero rapito la ragazza? E dove si trova il suo corpo?

La verità sarà assolutamente sorprendente e arriverà al termine di un’inchiesta ricca di colpi di scena.

Carrisi gira un film che sa dosare tensione e momenti di introspezione, in cui tutto ruota attorno al tema del male, ma soprattutto a quello della vanità, che come dice un proverbio è il principale difetto del diavolo.

Vogel, i giornalisti e l’assassino, che sono in qualche modo il male, agiscono per vanità e proprio questa chiave di lettura fa decifrare un finale che non rivela tutto, ma fa intuire.

Il bene, invece, è fatto della compostezza della famiglia di Anna Lou, che non vuole sovraesporsi alle telecamere, o della riservatezza del professore, dei vicini di casa e dei membri della confraternita religiosa che la ragazzina frequentava.

Qualcuno, però, visto che siamo nel mezzo di un vero e proprio giallo, ovviamente mente, ma chi?

Servillo ha una recitazione teatrale che si adatta al personaggio e gli dà una sfumatura ancora più sinistra, così come non del tutto innocente appare il padre di Anna Lou, che ammette una sorta di stalking verso la miglior amica della bambina, una ragazza che a sua volta infanga con una bugia il professor Martini pur di comparire in prima serata.

Tuttavia, anche lo stesso professore, un eccezionale Alessio Boni, pare avere dei lati oscuri: ha un alibi debolissimo e il giorno della scomparsa della ragazza torna a casa con una mano fasciata senza dare spiegazioni convincenti.

Non mancano infine anche i comprimari, a loro volta tutte persone che sembrano nascondere qualcosa e che possono rivelarsi colpevoli, per cui lo spettatore difficilmente saprà intuire in anticipo il vero finale.

“La ragazza nella nebbia ” si rivela quindi un film appassionante nel quale la figura di Jean Reno (pur marginale) aggiunge un tocco ancora più internazionale a un’opera che sa poco di italiano perché elude tutti quei cliché che affiorano sempre nelle nostre pellicole.

Funziona l’ambientazione fredda e chiusa della vallata, che va a creare una comunità isolata che sembra all’inizio fare blocco autodifendendosi, ma che poi diventa un’unica entità pronta a colpire il mostro con tutta la sua forza.

Riuscita è anche la scelta del cast, che vede appunto un grande Alessio Boni, un azzeccato Toni Servillo e una valida Galatea Ranzi nei panni della reporter di spicco che segue il caso.

Jean Reno fa poco, ma ci mette del suo ed è sempre un piacere vederne la bravura.

Insomma, uscendo dalla sala finalmente possiamo dire che torna il grande giallo italiano, anche se il fatto che ciò possa accadere solo grazie a un esordiente e a un artista che di professione scrive deve far senz’altro riflettere!

 

Il trailer del film:

 

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