La rivoluzione di Gutenberg

di Daniela Zanuso

Il suo nome per esteso era Johann Gensfleisch zum Gutenberg, ma alla storia è passato più modestamente come Johann Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili.

Nacque nella città tedesca di Magonza intorno al 1400 o poco prima, data desunta da alcuni documenti che lo davano per maggiorenne dopo il 1420. Certa, invece, è la data della scomparsa, avvenuta il 3 febbraio 1468 .Gutenberg era ridotto in povertà e quasi totalmente cieco.

Figlio di zecchieri, operai della zecca, iniziò la sua attività come orefice e questo gli consentì di apprendere i  rudimenti tecnici alla base della scoperta della scrittura a caratteri mobili. Rimangono oscuri i percorsi per cui Gutenberg arrivò, dopo molte vicissitudini, ad utilizzare per la prima volta i caratteri a stampa mobile. Indiscutibile è invece il fatto che l’invenzione, avvenuta tra il 1436 e il 1440 abbia completamente trasformato i meccanismi di diffusione della conoscenza e il sapere universale.

Come ogni inventore, anche se era di origini patrizie, ebbe necessità di ottenere finanziamenti per la sua attività, cosa che avvenne  attorno al 1450 quando, un suo compatriota, Johann Fust, finanziò  l’acquisto degli utensili per “l’opera dei libri” o meglio per la stampa del primo libro: la Bibbia detta delle “42 linee” o “Mazarina”. Ne furono stampate centottanta copie, tutte considerate di alta qualità tipografica. Furono proprio i contrasti (anche giudiziari) con il finanziatore  a ridurlo in povertà anche se nel 1465 il principe arcivescovo di Magonza Adolf lo accolse nella sua corte  e gli diede una pensione.

Queste le scarse notizie sulla vita di un personaggio centralissimo nella storia della diffusione del sapere. La sua invenzione rivoluzionò il modo di trasferire la conoscenza. Fino a  poco prima, i libri erano scritti a mano, riprodotti dagli amanuensi, i monaci delle abbazie  sparse  in tutta Europa.

Ogni testo era ricopiato  da un solo amanuense, mentre gli incunaboli, le immagini, potevano venivano dipinte  da altri monaci. Un lavoro lungo e pesante che, secondo le testimonianze di allora, faceva perdere la vista, incurvava la schiena e indeboliva tutto il corpo. 

Una grande svolta, dunque, senza la quale oggi non avremmo libri a buon mercato, giornali, informazioni e nozioni…E il mondo sarebbe stato sicuramente più triste e vuoto.

 

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