La spesa e i cinque sensi

spesaQuanto incide il sentito dire sulle nostre scelte quotidiane quando compriamo cibo e bevande? Quanto ci affidiamo a quello che racconta l’etichetta e quanto è importate il passaparola tra le persone? Quanta importanza diamo alla pubblicità, al disegno sulla confezione?

Imparare a rispondere a queste domande potrebbe insegnarci ad avere un atteggiamento più responsabile e consapevole nei confronti del cibo. Non basta mangiare poco e con pochi grassi e zuccheri per essere in forma, non basta dedicarsi al cibo fresco e stagionale solo in prossimità dell’estate e della diffusa, a me incompresa, “prova costume” oppure comprare tutto biologico a prescindere.

Certo abbiamo poco tempo da dedicare a fare la spesa e non possiamo metterci ore a decidere cosa fa bene o cosa bisogna evitare di comprare oltre a rendere la consapevolezza sostenibile al nostro portafoglio! ma servono pochissime regole che una volta applicate possono stimolarci a dedicare sempre più attenzione nei confronti del cibo e magiare meno ma in modo più gustoso e nutriente.

Ecco alcuni primi spunti:
• le promozioni 2×3 e gli sconti al 40-50% tendono a farci acquistare più di quello che ci serve e a sprecare cibo, perché spesso le scadenze dei prodotti (tranne saponi e cosmesi) sono vicine alla data della promozione.
• Senza zucchero, senza sale, senza caffeina, senza lattosio, senza grassi….non sono indicazioni sufficienti per farci apprezzare un prodotto… spesso per rendere questi alimenti privi di…si usano molti quantitativi di conservanti o addensanti o olii vegetali o animali che, oltre a far male al nostro organismo, nascondono la bassa qualità delle materie prime utilizzate.
• Considerare quanti rifiuti produce la confezione del prodotto che acquistiamo, l’impatto ambientale non è solo una questione ideologica ma anche un importante elemento economico…..smaltimento di rifiuti, numero di discariche, riutilizzo dei materiali, inquinamento.
• Non basta che siano prodotti per bambini, magari da generazioni, bisogna leggere l’etichetta e preferire quelli con pochissimi grassi e zuccheri aggiunt. I bambini debbono essere abituati a gustare i sapori.
• Il maggiore costo non è necessariamente sinonimo di qualità e viceversa…leggiamo la lista degli ingredienti e scopriamo anche prodotti e marche nuove…..
• Se devo scegliere tra una zucchina coltivata con agricoltura integrata (modello di produzione a basso impatto ambientale) a Mantova ed una zucchina biologica che viene dalla Germania…ecco io direi che considerando l’impatto per il viaggio e la conservazione/refrigerazione della merce…forse comprerei la prima.

Solo alcuni spunti…nei prossimi articoli discuteremo di altri aspetti e li approfondiremo…nel mentre Vi consiglio di guardare questo video…..che nell’ironia delle immagini racchiude una verità difficile da accettare ma inevitabile…..

Eleni Pisano

lericettedieleni.it

 

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