La storia di Monza, dalle origini ai Longobardi

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di Vladislav Karaneuski

I primi rinvenimenti di civiltà antiche scoperti nel territorio della provincia risalgono all’età del bronzo (II millennio a.C.) e consistono in vari tipi di oggetti: vasellame, lucerne, armi, spilloni e corredi funerari. Questi oggetti, scoperti sul finire del ventesimo secolo, sono ora conservati nei musei civici di Monza.

L’origine di questa popolazione antica è sicuramente celtica e si può per di più dire, più precisamente, che questa popolazione celtica era quella degli Insubri, che avevano già fondato Mediolanum e vari villaggi attorno, tra cui Monza.

Nel secondo secolo a.C. questo territorio sarebbe entrato nell’orbita di Roma, divenendo parte della provincia della Gallia Cisalpina. Il nome dato alla cittadina a nord di Mediolanum è Modicia, anche se non ci sono delle testimonianze concrete di questo nome, né in età repubblicana né in età imperiale, tranne in una dedica incisa su un’ara del secondo secolo a.C. dedicata a Ercole dagli ”Juvenes Modiciates”.

Il nucleo principale della città, nell’epoca romana, era la sponda destra del fiume Lambro, verso la zona del Duomo. Poi, col passare del tempo, si venne a formare un secondo nucleo principale, ossia quello sulla sponda sinistra del Lambro verso la chiesa di San Maurizio. I due nuclei erano collegati da un ponticello, oggi ancora visibile, detto ”di Arena”.

il fiume Lambro a Monza

Nell’ultimo periodo della decadenza dell’Impero d’occidente, la città, così come tutta la regione Transpadana, sarebbe stata saccheggiata dai Goti di Alarico, nel 402 d.C.

Nel periodo successivo, Monza vive le stesse vicende del resto d’Italia. Infatti, nuovi popoli barbari andavano via via stanziandosi nell’area. Inizialmente arrivarono gli Euruli, il popolo di Odoacre, che avrebbe poi deposto l’ultimo imperatore d’Occidente.

Poi arrivarono gli Ostrogoti di Teodorico, nel 493, che fecero costruire proprio a Monza il Palatium Magnum, che era di fatto una delle residenze del re. Dell’antico palazzo purtroppo non è rimasta traccia, però sappiamo della sua esistenza perché menzionato da Paolo Diacono nella sua ”storia dei longobardi”.

I Bizantini di Giustiniano avrebbero poi riconquistato l’Italia e sconfitto gli ostrogoti nel 553, per poi perdere i territori del centro-nord coll’arrivo dei Longobardi nel 568. I Longobardi sono un popolo molto importante per la storia di Monza e il personaggio per noi più importante è sicuramente la regina Teodolinda. Essa sposò prima il re Autari nel 589, poi, alla morte di quest’ultimo, sposò in seconde nozze il duca di Torino, Agilulfo.

I due stabilirono come capitale del regno longobardo Milano e di Monza ne fecero la loro residenza estiva. Vi fecero allora costruire un ricco palazzo reale, del quale purtroppo non resta nessuna traccia, se non in alcune testimonianze scritte, e un oraculum, cioè un luogo di preghiera, che diventerà la prima basilica di San Giovanni Battista, adiacente al palazzo Reale.

Di questo luogo rimangono solo alcuni muri e qualche lastra colorata a soggetto religioso, presenti oggi nell’odierno Duomo.

Rispetto al nome della città ci fu ancora un cambiamento da quello romano. Mutamento che è spiegato da una leggenda che ha come ambientazione la città di Monza. Infatti si dice che, durante una battuta di caccia del marito, la regina Teodolinda si sarebbe addormentata lungo la riva sinistra del Lambro e in sogno avrebbe visto una colomba pronunciare la parola ”modo”.

In risposta al volere divino la regina avrebbe detto ”etiam”. L’unione quindi tra le due parole, ”modo” e ”etiam”, avrebbe dato origine al nome Modoetia, nuovo nome della città e già più simile a quello odierno.

Nel 627 Teodolinda morì e venne sepolta nell’oraculum. Poi nel 1308 i suoi resti sarebbero stati trasferiti in una Cappella a lei dedicata.

La corona ferrea

La fine dei Longobardi avvenne con la sconfitta nel 774 del re Desiderio, ad opera di Carlo Magno, re dei Franchi. Questi sarebbe poi stato incoronato con la Corona Ferrea nel 775 re dei Franchi e dei Longobardi.

23 gennaio 2020