La territorialità di Ugo La Pietra a Monza

Ugo La Pietra

“All’inizio degli anni Sessanta dipingevo quadri e rapide scritture che, distese sulle tele, formavano paesaggi fantastici. Ancora oggi traccio i miei segni alla ricerca di una “mia territorialità”, sempre più residua, in cui coltivare i miei desideri… Tracce che vanno scomparendo, souvenir di esperienze passate, pagine di un diario di esploratore delle periferie urbane, di territori e paesaggi coltivati pazientemente in un vaso. “

Questa dichiarazione di Ugo La Pietra racchiude in modo esemplare il suo percorso artistico che lo ha visto, fin dagli anni Sessanta con il Gruppo del Cenobio, protagonista della scena artistica milanese, e poi italiana e internazionale. Il suo personalissimo segno, che lo accompagna negli oltre cinquant’anni di attività artistica e di ricerca, è un segno definito “randomico” da Gillo Dorfles: un segno, cioè, che procedendo libero da qualsiasi definizione e incasellamento (espressione quindi perfetta del suo autore) conduce a nuovi punti di vista e a ribaltamenti di senso, un segno sempre alla ricerca di nuovi percorsi, un segno che è una continua scrittura e ri-scrittura della realtà osservata e attraversata dall’artista. 

Ugo La Pietra presenta una selezione di recenti opere “segniche” che mettono a fuoco l’incessante ricerca dell’artista nell’identificazione di un proprio “territorio”. La presenza di Ugo La Pietra presso LeoGalleries si inserisce nell’ambito del lavoro della galleria sul “segno”, iniziato con il Gruppo del Cenobio ed in particolare con l’opera di Arturo Vermi.
Il focus di opere su “La mia territorialità”, comprende opere realizzate con diversi medium: tele, disegni, ceramiche incise a mano e dipinte. Inaugurazione da LeoGalleries,  domenica 16 febbraio dalle ore 17:30 alle 20:30 in via de  10,Monza.


Artista, architetto, designer, nato nel 1938, Ugo La Pietra vive e lavora a Milano. Si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti artistiche (dalla Pittura segnica all’Arte concettuale, dalla Narrative Art al Cinema d’artista, dalla Nuova scrittura all’Architettura Radicale) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del “Sistema disequilibrante”. Sue opere fanno parte delle collezioni permanenti del MoMA di New York e San Francisco, del Centre Pompidou di Parigi, del Museo di Arte Moderna di Saint-Étienne, della Neue Galerie di Graz, del museo ADAM di Bruxelles, del Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, del Museo Nazionale di Arte Moderna di Tokio e Osaka, della Fondazione Cineteca Italiana di Milano, del FRAC Centre di Orléans, del MIC di Faenza, del Museion di Bolzano, del Museo del Novecento di Milano e del Museo del Design della Triennale di Milano, del MA*GA di Gallarate, del MAC di Lissone.

Giovedì 5 marzo ore 21 presso la galleria è previsto un incontro con l’artista. Introdurrà Giovanna Canzi, giornalista e curatrice.
Ugo La Pietra 
presenterà tre libri (Manfredi Edizioni) in cui ha raccolto gli incontri (dagli anni Sessanta ad oggi) con artisti e intellettuali che hanno condiviso con lui istanti di vita. Relazioni profonde, occasionali, istantanee, significative, conflittuali, in un affresco realizzato con furia, minuzia e ironia.