La tradizionale… colomba milanese

teodolinda_colombaE’ da ben prima di Expo che Milano detta le regole in campo gastronomico… almeno secondo la leggenda!  Anche il dolce pasquale per eccellenza, la colomba, vanta un’origine milanese. Questa narra che il re longobardo Alboino, era solito ricevere doni dalla cittadinanza, il giorno prima di Pasqua. Tra questi, il più gradito era quello di dieci giovani vergini di cui avrebbe potuto disporre a volontà. Ma ad addolcire il sovrano ci pensò la nuova creazione di un fornaio milanese, un dolce pasquale a forma di colomba.

L’ottimo sapore del dolce appena sfornato sciolse l’acredine del re, che promise clemenza non solo alla città, ma anche alle ragazze che fecero ritorno a casa da donne libere. Si colloca sempre in epoca longobarda, questa volta con protagonista la regina Teodolinda, un’altra leggenda sull’origine della colomba. San Colombano e il suo seguito di monaci giunsero in città attorno al 612 e furono omaggiato dai sovrani longobardi con un sontuoso banchetto a base di carni. Colombano ed i suoi rifiutarono quel pasto troppo sontuoso a loro giudizio nel periodo di penitenza quaresimale.

Vedendo che la regina Teodolinda era offesa dal rifiuto dei monaci, San Colombano risolse la situazione affermando che avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. All’atto della benedizione le carni si mutarono in colombe di pane, bianche come le tuniche indossate dai monaci. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell’abate e decise di donare loro il territorio di Bobbio dove nacque l’Abbazia di San Colombano.

Giovanna Monguzzi e Stefania Sangalli

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