La villa del Casale a Piazza Armerina

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E’ considerata tra i più eccelsi monumenti romani di tutto il mondo, totalmente immersa nel verde lussureggiante della Sicilia. Un vero e proprio eden. A pochi chilometri dall’abitato di Piazza Armerina, che, peraltro, vi consigliamo di vedere, la Villa del Casale è stata costruita in due tempi, nel II secolo d.C. e poi ingrandita nel IV secolo. Quattro gruppi di edifici seguono il dolce pendio della collina.

Ma la sua fama, al di là della grandiosità, dipende dai mosaici che decorano quasi tutte le stanze e sono in buono stato di conservazione. I primi scavi iniziarono nel 1929 e sono tuttora in corso. Ogni anno, studenti e professori dell’Università della Sapienza di Roma intervengono e proseguono gli studi sull’intero edificio. Sono ancora da portare alla luce le zone di servizio e quelle riservate alla servitù.
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Come c’è ancora da chiarire chi fosse il proprietario. Per anni gli studiosi hanno fatto il nome dell’imperatore Massimiano, figlio di Massenzio.Più recentemente si è fatto il nome di Lucio Aradio Valerio Proculo Populonio, governatore della Sicilia dal 327 al 331 d. C., ma non tutti sono d’accordo. Sicuramente , vista la ricchezza e la maestosità della Villa deve essere stato un dignitario, un alto, gerarchicamente parlando, patrizio romano. Gli studi continuano.

La fama del sito, protetto dall’Unesco solo da 18 anni, è dovuta allo splendore dei mosaici. Molto simili a quelli della Tunisia e dell’Algeria, ma con temi e soggetti ben più fantasiosi. I mosaici sono presenti in tutte le quarantasei “stanze” e hanno temi diversissimi a secondo della funzione del luogo. Furono gli schiavi dalle vicine colonie africane e da Roma a costruire la Villa e poi a ingrandirla nei primi vent’anni del IV secolo d.C, secondo l’autorevole parere di Ranuccio Bianchi Bandinelli, che sostiene si siano ispirati a Villa Adriano a Tivoli.

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Dalla prima sala ad abside chiamata il Salone del Circo all’ultima , il Triclinium, si racconta di quanto avveniva qui e delle funzioni che avevano le sale private e pubbliche. I manuali di storia dell’arte raccontano soprattutto della sala delle 10 ragazze, (Stanze 36 e 37). Vestite succintamente , con forme procaci più da donne che da giovinette, sono diventate un’icona della Villa del Casale. Indossano quello che ormai tutti considerano il primo “bikini della storia”, mentre praticano esercizi ginnici. Tutta la villa è percorribile grazie a complesse opere di protezioni dei mosaici. Le passerelle consentono l’osservazione dall’alto. Non dimenticate, però, di alzare lo sguardo alle pareti anche gli affreschi meritano attenzione.

Daniela Annaro

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