L’Adorazione di Rubens a Milano

Rubens02_webIl Bambino emana una luce folgorante che abbaglia i Pastori giunti a Betlemme, in quella piccola grotta. Maria lo scopre per mostrarlo, Giuseppe, alle sue spalle, volge lo sguardo in alto verso gli Angeli dipinti come una nuvola vorticosa. E’ questa meravigliosa pala d’altare che rinnova la tradizione natalizia del Comune di Milano, come ormai avviene da otto anni. Palazzo Marino apre le sue porte alla cittadinanza e ai turisti e, gratuitamente, mostra un’opera.

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Pietro Paolo Rubens – Adorazione dei pastori

L’Adorazione dei Pastori di Pietro Paolo Rubens è il capolavoro prescelto quest’anno. Rubens la dipinge nel 1608, in pochissimo tempo, pochi mesi prima di tornare definitivamente ad Anversa, la sua città. “E’ la prima pala d’altare di gusto barocco realizzata in Italia – scrive nel catalogo Stefano Zuffi – caratterizzata da contrasti, dinamismi, teatralità, pathos, stupore.”

Rubens la dipinge a Roma per la chiesa di San Filippo Neri di Fermo, nelle Marche, dove nel 1927 il grande storico dell’arte Roberto Longhi la vede e da vero “connaisseur” l’attribuisce al pittore fiammingo.

Pietro Paolo nasce in Germania nel 1577, il padre è calvinista, ma lui, ragazzino, si converte al cattolicesimo a 12 anni. Due anni dopo inizia l’apprendistato e a soli 19 lavora con Jan Brughel il Vecchio. A 23 decide di partire per l’Italia, meta imprescindibile per tutti i grandi artisti. Il suo tour parte da Venezia. Di bell’aspetto, dalle maniere gentili con le sue innegabili doti di grande artista affascina il Duca di Mantova che lo chiama a corte, ma essendo un grande spendaccione lo lascia libero di frequentare altre casate. Per Vincenzo Gonzaga acquista “Morte della Vergine” del Caravaggio. E’ un incontro folgorante per Rubens: Michelangelo Merisi è un punto di riferimento per tutti i giovani pittori. L’Adorazione dei Pastori, come si può notare, è frutto anche di quella frequentazione, come dell’aver visto e studiato Mantegna, Correggio, Tiziano, Veronese, Tintoretto.

Rubens03_webNegli anni italiani, Rubens non viene solo in contatto con i maestri della pittura del Belpaese. Sempre come consigliere di corte per il Gonzaga, va in Spagna dove conosce Diego Valazquez, molto più giovane di lui e sempre per il Duca di Mantova si reca a Firenze dove incontra Maria de’ Medici, futura regina francese: sono di Rubens le grandi tele che la immortalano nella Galleria del Lussemburgo a Parigi. Insomma Rubens è un artista tra i più celebrati e amati del suo tempo. Quando termina di dipingere l’Adorazione dei Pastori, nel 1608, riceve la notizia della madre morente ad Anversa. Non riuscirà ad abbracciarla, al suo rientro in patria. Ma non riuscirà neanche a tornare, come si era prefisso, in Italia. Per una serie di circostanze, decide di aprire una grande bottega ad Anversa e lavorerà tantissimo per tutte le più importanti corti d’Europa: Spagna, Francia, Austria, Inghilterra.

Pietro Paolo Rubens - Autoritratto 1623

Pietro Paolo Rubens – Autoritratto 1623

Si sposa due volte: con Isabella e, alla sua morte con la giovanissima Hèléne. Muore di gotta a 63 anni, nel 1640.
A Palazzo Marino, la sua Adorazione dei Pastori si potrà ammirare fino al 10 gennaio. I visitatori, con una cartolina consegnata in mostra, potranno vedere a prezzo scontato del 50% la mostra Hayez nelle vicine Gallerie d’Italia. Intesa Sanpaolo è il principale sponsor della mostra comunale che, nel suo piccolo, annuncia un grande e importante appuntamento che si terrà a fine 2016. Palazzo Reale ospiterà un’intera rassegna dedicata a Pietro Paolo Rubens. Per quel tempo, dunque, l’Adorazione dei Pastori farà ritorno a Milano.

Daniela Annaro

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