Le attese di Papa Francesco in un’intervista a Scarp de’ tenis

A poco meno di un mese dalla visita a Milano, papa Francesco sceglie di raccontare le sue attese su questo viaggio a Scarp de’ tenis, il mensile della strada sostenuto da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana, ideato nella Diocesi di Milano.

Sul numero che sarà venduto sulla strada da oggi, 28 febbraio e per tutto il mese di marzo, il Santo Padre parla della sua prossima visita pastorale nel capoluogo lombardo, il 25 marzo e confida: «Ho un grande desiderio, mi aspetto di incontrare tanta gente. Questa è la mia più grande aspettativa: sì, mi aspetto di trovare tanta gente».

Nella lunga intervista concessa in esclusiva alla testata, il Pontefice spiega le difficoltà di «mettersi nelle scarpe degli altri», rendendo omaggio al titolo della rivista e al progetto sociale che a essa è collegato. «È molto faticoso – riconosce papa Francesco –, perché spesso siamo schiavi del nostro egoismo. Spesso per supplire a questa mancanza di grandezza, di ricchezza e di umanità ci si perde nelle parole. Si parla. Si parla. Si consiglia. Ma quando ci sono solo le parole o troppe parole non c’è questa “grandezza” di mettersi nelle scarpe degli altri».

Il Papa risponde anche a una domanda sull’elemosina alle persone. «Ci sono tanti argomenti – dice  – per giustificare se stessi quando non si fa l’elemosina. A volte diciamo: ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino?” Ma se un bicchiere di vino  è l’unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto che cosa fai tu di nascosto? Tu quale “felicità” cerchi di nascosto? Un aiuto è sempre giusto. È importante il gesto. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano».

Il Papa interviene anche sui migranti: «Hanno il diritto di emigrare e hanno diritto a essere accolti e aiutati. Questo però si deve fare con quella virtù cristiana che è la virtù che dovrebbe essere propria dei governanti, ovvero la prudenza. Significa accogliere tutti coloro che si “possono” accogliere. E questo per quanto riguarda i numeri. Ma è altrettanto importante una riflessione su “come” accogliere. Perché accogliere significa integrare. Questa è la cosa più difficile perché se i migranti non si integrano, vengono ghettizzati».

L’intervista è stata rilasciata dal Pontefice al direttore di Scarp de’ tenis, Stefano Lampertico e ad Antonio Mininni, in rappresentanza di tutti i venditori della rivista. Le domande sono il frutto del lavoro collettivo della redazione.

Scarp de’ tenis (www.scarpdetenis.it) è il più importante street magazine italiano e fa parte della INSP (www.insp.ngo), la rete internazionale dei giornali di strada di tutto il mondo. Esce ininterrottamente da ventun anni, ed è un progetto editoriale e insieme un importante progetto sociale. I venditori di Scarp, gravi emarginati, homeless, disoccupati (sono più di 150 in tutta Italia, nella maggioranza italiani), vivono per lo più con il piccolo reddito che la vendita del giornale garantisce.

 

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